Dopo un mese di scavi siamo stati a Castione della Presolana per vedere il lavoro dei docenti e degli studenti dell’Università di Pavia nella zona del Castello. I primi risultati dopo questa prima parte di scavi, che ha visto protagonisti studenti provenienti da diverse nazioni, confermano la presenza nell’area di un villaggio databile al 450 avanti Cristo. Il lavoro di indagine nell’area del Castello è coordinato dall’archeologo Paolo Rondini, docente dell’Università di Pavia in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia. Questo potrà essere solo il primo passo per la valorizzazione del sito archeologico.
“Abbiamo scoperto alcune novità che riguardano strutture relative a un insediamento, non strettamente legate ad un’abitazione, ma di servizio -spiega l’archeologo-. Una piccola capanna che probabilmente era dedicata a attività artigianali, come per esempio la lavorazione dell’osso di corno e anche la tessitura, grazie alla scoperta di numerosi pesi da telaio in argilla e in pietra. Abbiamo documentato tutta una serie di attività legate alla metallurgia, forse delle fornaci abbandonate che ci raccontano quali erano le attività quotidiane di questo villaggio. La prima campagna di scavo sta dando risultati sorprendenti: ora finalmente possiamo parlare di strutture vere e proprie che iniziano a raccontarci come si viveva qui, quando si viveva qui e quali erano le attività di questo villaggio. Siamo su livelli e su strutture di media età del ferro, circa nel passaggio tra il 500 e il 450 a.c, un periodo molto molto ben noto della protostoria italiana”.

















