I problemi delle Rsa di montagna sono stati al centro di una seduta congiunta della Commissione speciale ‘Valorizzazione e tutela dei territori montani e di confine’ e della Commissione ‘Sostenibilità sociale, casa e famiglia’ del Consiglio regionale lombardo. Ai lavori sono intervenuti rappresentanti di realtà montane di Bergamo, Brescia, Lecco e Sondrio.
«Abbiamo avviato queste audizioni, che continuano la prossima settimana, – spiega il consigliere di Fratelli d’Italia Giacomo Zamperini, presidente della Commissione speciale – per approfondire il tema e promuovere buone politiche regionali. Le grosse difficoltà logistiche e pratiche, comprese quelle affrontate dalle Rsa di montagna nel reperire personale qualificato, necessitano di risposte adeguate da parte nostra. Per questo, produrremo una risoluzione da portare all’attenzione del Consiglio regionale. Parliamo di realtà di cui va riconosciuta la specificità anche con apposite risorse».
«Le risorse investite nelle Rsa di montagna – prosegue Zamperini – rappresentano una grande forza attrattiva per contrastare lo spopolamento delle terre alte e preservare i servizi, garantendo un’incredibile offerta, anche in termini di buona qualità della vita».
In audizione congiunta sono intervenuti rappresentati di Uneba (Unione nazionale enti di beneficenza e assistenza) in particolare: Luca Degani, presidente Uneba Lombardia; Virginio Brivio, presidente Uneba Lecco; Silvia Buttaboni, direttrice Fondazione Sacra Famiglia di Perledo; Luca Rossi, Consigliere Provinciale Uneba Lecco e Direttore Rsa “La Madonnina” di Vendrogno. «Ringrazio in particolare Luca Degani, Virginio Brivio, Silvia Buttaboni e Luca Rossi – conclude Zamperini – per avere portato questo importante contributo».
Per quanto riguarda il territorio bergamasco, sono intervenuti Emiliano Fantoni, presidente della Fondazione Sant’Andrea Onlus di Clusone, mentre per la Rsa Fondazione Don Stefano Palla Onlus di Piazza Brembana il presidente Michele Iagulli.
«Le Rsa nelle zone di montagna sono fondamentali per erogare servizi in questi territori – affermano i consiglieri di Fratelli d’Italia Alberto Mazzoleni e Michele Schiavi -. Sono anche soggetti importanti in termini di occupazione. Soffrono di problematiche comuni, pensiamo anche solo la difficoltà nel reperire personale o nel sostenere i costi per il riscaldamento. Oggi in commissione abbiamo sentito realtà che ci hanno chiesto di osare e di pensare fuori dagli schemi pur di garantire un sostegno alle loro attività. Come commissione possiamo fare una richiesta affinché da subito parte delle risorse derivanti dalla concessione idriche possano andare a sostegno anche delle Rsa montane accreditate, proprio per il loro accreditamento divengono ‘gestori per conto del pubblico’ e per colmare il gap di costi supplementari». La proposta di vincolare parte delle risorse dei sovracanoni è stata avanzata dal consigliere di Fratelli d’Italia Diego Invernici.
Per il territorio di Brescia sono intervenuti rappresentanti della Rsa Fondazione “Monsignor Giacomo Carettoni” di Ponte di Legno e della Rsa Fondazione Onlus “Ninj Beccagutti” di Esine. È stata condivisa anche l’esperienza della Rsa Fondazione Onlus Casa di Riposo Città di Sondrio.



















