Notizie

In Alta Val Seriana e Val di Scalve c’è Zig Zag, una rete per le famiglie

Un progetto innovativo che mira a creare spazi di incontro e supporto per le famiglie, attraverso eventi, percorsi e opportunità. È il Centro Famiglia Zig Zag, iniziativa nata dalla collaborazione tra l’Ambito territoriale e sociale Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve e diverse realtà del territorio, finanziata dalla Regione Lombardia con il Fondo Nazionale per le Politiche della Famiglia 2023. Il progetto si propone di rispondere ai bisogni delle famiglie, attraverso una vasta gamma di attività nei settori educativo, scolastico, sanitario, sociale, culturale e del tempo libero.

Il nome stesso del progetto, “Zig Zag – Tessere la rete per le famiglie”, riflette i principi guida che ispirano l’iniziativa. Flavia Bigoni, presidente dell’Ambito 9, sottolinea: «Chi conosce la macchina da cucire saprà che sono una serie di punti in diagonale che collegano spazi diversi di una tela o di più tele. Ecco, quello che vogliamo sottolineare è il collegamento sul territorio con centri, sportelli, associazioni e strutture diverse, tutte rivolte alle nostre famiglie. I principi ispiratori del progetto legato al centro famiglia Zig Zag sono tre: l’apertura inclusiva a tutte le famiglie senza differenza di struttura o status socioeconomico, la capillarità con sportelli diffusi sul territorio e il rafforzamento delle potenzialità delle famiglie, in un’ottica di empowerment».

«Il Centro Famiglia Zig Zag – prosegue Flavia Bigoni – è strutturato in tre sportelli principali: uno gestito dai Servizi Sociali di Ambito a Clusone, dedicato alle situazioni di fragilità; un altro organizzato dal Consultorio Santa Gianna Beretta Molla, rivolto a singoli, adulti e coppie genitoriali; e un terzo sportello, curato dalla cooperativa Sottosopra, specificamente pensato per giovani preadolescenti e adolescenti. Questi sportelli sono operativi con orari di apertura fisica, dove operatori qualificati accolgono le famiglie e offrono supporto».

Il progetto coinvolge numerosi partner, tra cui l’Azienda socio sanitaria territoriale (Asst) Bergamo Est, la Fondazione Angelo Custode, la cooperativa Sottosopra, il Polo dell’infanzia Clara Maffei, l’Associazione Giovanni Paolo II e l’Associazione Family.

Maria Grazia Minei, coordinatrice delle attività consultoriali dell’Asst Bergamo Est, evidenzia l’importanza del confronto tra i partner: «Attraverso un franco confronto di idee ed esperienze, possiamo offrire al territorio tutto ciò di cui le famiglie hanno bisogno, anche senza che presentino problematiche gravi. La grande sfida è quella di anticipare i bisogni, per evitare che diventino emergenze». Minei spiega la volontà di creare un sistema che risponda in modo puntuale e tempestivo alle esigenze delle famiglie, evitando sovrapposizioni e disorientamento tra i servizi: «Fare rete è difficile, però quando si riesce a fare rete si fanno delle cose egregie, che vanno a rispondere a tutti i bisogni che un un cittadino potrebbe avere. La sfida con tutti gli attori che sono coinvolti nel progetto è questa: ognuno sa quello che l’altro fa, ci si confronta e si fa in modo di offrire servizi sempre più variegati e sempre più rispondenti ai bisogni delle famiglie».

Bruno Vedovati della Fondazione Angelo Custode sottolinea: «Il consultorio familiare Santa Gianna Beretta Molla, insieme alla fondazione Angelo Custode, sta realizzando una serie di iniziative rivolte alle famiglie, in particolare in una logica di prevenzione, ma anche di promozione e di conoscenza. Oggi le famiglie sanno che esistono iniziative, ma spesso non conoscono quelle che sono sotto casa. Noi lavoriamo per orientarle e potenziare le risorse a loro disposizione». E continua: «Cerchiamo anche di dare delle occasioni alle famiglie perché nel loro stare nell’agio, restino nell’agio e diventino elementi di risorsa per altri. In questo momento stiamo realizzando, nelle scuole dell’infanzia e nell’ambito dei servizi 0- 6 anni, una serie di laboratori per genitori e bambini con l’arteterapia e la musicoterapia. Stiamo anche realizzando delle esperienze tra famiglie in outdoor, cioè all’aperto, per trovarsi, condividere e cogliere gli stimoli pedagogici legati allo stare insieme».

Stefano Pedrocchi, direttore della Cooperativa Sottosopra, spiega: «Nel progetto, ci occupiamo di due tipologie di azioni principali: uno sportello per adolescenti e preadolescenti con, ad esempio, interventi nelle scuole contro la dispersione scolastica, in collaborazione con altre realtà del terzo settore e un secondo filone di azione prevede degli interventi laboratoriali con famiglie e ragazzi, in cui il tema riguarda le fasi di passaggio, l’idea è quella di riuscire a cogliere elementi di rischio, prima che questi divampino e diventino emergenze. Un’ultima azione su cui vorremmo lavorare è legata alla costruzione di una rete di famiglie accoglienti, le famiglie, infatti, possono essere una risorsa».

«Lo sportello – evidenzia Federica Cominelli, assistente sociale della Cooperativa Sottosopra – è dedicato ai giovani che attraversano la preadolescenza e l’adolescenza e alle loro famiglie. Lo sportello ha sede presso la Cooperativa Sottosopra di Parre, ma possiamo spostarci qualora le famiglie non riuscissero a raggiungerci. Ad oggi i giorni di apertura sono il martedì e il venerdì dalle ore 14 e alle ore 16, ma, anche in questo caso, se la famiglia non dovesse riuscire negli orari indicati, potremo trovare dei momenti ad hoc per incontrarci. Noi forniamo informazioni sui servizi disponibili e orientiamo i giovani verso il percorso formativo più adatto alle loro risorse e interessi, costruendo insieme percorsi personalizzati».

Nel progetto sono coinvolte anche alcuni servizi per l’infanzia del territorio. «Crediamo davvero nella rete di sostegno alle famiglie e abbiamo aderito con entusiasmo al progetto – sottolinea Milena Pezzoli, direttrice del Polo dell’infanzia Clara Maffei di Clusone – . I nostri progetti sono pensati per mettere al centro le relazioni tra genitori e bambini, in particolare tra 0 e 6 anni. Abbiamo già attivato 3 progetti, tra cui “In gioco con papà”, il sabato mattina, dedicato ai papà ai loro bambini, “Il caffè sospeso”, ossia dei cerchi di confronto tra genitori coordinati da una pedagogista, e “C’è un posto per noi”, accompagnamento per le famiglie e i loro bambini a scoprire i servizi che ci sono sul territorio».

Infine, Edi Oprandi dell’Associazione Giovanni Paolo II, afferma: «L’Associazione Giovanni Paolo II in questa rete può rappresentare la presenza delle parrocchie della Chiesa, poiché è costituita da parrocchie e si impegna nell’educazione delle famiglie. Questo impegno si concretizza, in particolare, nella gestione delle scuole dell’infanzia di Fino del Monte e Castione, che sono un segno tangibile della passione e dell’attenzione che riserviamo a questo ambito. L’adesione a questo partenariato vuole essere proprio un piccolo segno di tale impegno. Gestiamo anche dei laboratori, che vogliono valorizzare ciò che le famiglie hanno da offrire. Le famiglie possono insegnare ad altre famiglie e diventare una risorsa. Questo, forse, è il vero senso di “Zig Zag”». 

Qui il video con l’approfondimento di Antenna2.

Condividi su:

Continua a leggere

Blue Tongue: in arrivo le vaccinazioni per oltre 46mila tra ovini e caprini
San Pellegrino – Torre De Roveri Promozione C 23 febbraio 2025