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Casa dell’Orfano compie 100 anni: un anno di eventi per celebrarne la storia

Un progetto articolato lungo tutto il 2025: è stato presentato oggi, mercoledì 23 aprile, il ricco calendario di iniziative dedicate ai cento anni della Casa dell’Orfano Mons. Giovanni Antonietti di Ponte Selva, a Clusone, punto cardine nella storia educativa e culturale della Val Seriana. Fondata e inaugurata il 24 giugno del 1925 da Mons. Giovanni Antonietti, la struttura è stata un punto di riferimento per l’accoglienza l’educazione di migliaia di orfani di guerra: tra il 1925 e gli anni ’50, oltre 20.000 ragazzi hanno trovato in questo luogo ospitalità, assistenza, istruzione, preparazione alla vita adulta e formazione spirituale e culturale. Un modello educativo pioneristico e unico nel suo genere, soprattutto in un periodo storico segnato dalle difficoltà economiche e sociali del dopoguerra.

Oggi, la Casa dell’Orfano non solo custodisce questa straordinaria eredità, ma continua a valorizzarla attraverso numerose attività di conservazione, ricerca e promozione culturale promosse dalla Fondazione Casa dell’Orfano Mons. Giovanni Antonietti e dall’Associazione ex allievi e amici di mons. Antonietti e con il coordinamento generale di Sergio Primo Del Bello.

“Cento anni rappresentano una pietra miliare straordinaria, un percorso di generosità silenziosa, di dedizione, accoglienza e amorevole cura verso i più fragili della nostra comunità – spiega Attilio Fantoni, Presidente della Fondazione Casa dell’Orfano Mons. Giovanni Antonietti, che apre la conferenza stampa – In questo percorso di celebrazione e di memoria, desideriamo rendere omaggio a tutti coloro che, nel corso di questi anni, hanno contribuito con passione alla vita della Casa dell’Orfano fondata da Mons. Antonietti. Nessuno escluso. Oggi, mentre celebriamo il passato, guardiamo con fiducia anche al futuro. La Fondazione e l’Associazione hanno intrapreso un percorso comune per salvaguardare, restaurare e valorizzare l’immenso patrimonio artistico della Casa. Tante sono le iniziative intraprese, con un impegno economico importante reso possibile anche con l’aiuto e contributo esterno delle istituzioni del nostro territorio”.

 

“Le iniziative promosse in occasione del centenario di fondazione della Casa dell’Orfano sono pensate per valorizzare e far conoscere maggiormente i luoghi a cui Mons. Giovanni Antonietti ha dato vita – prosegue Luigi Rozzoni, Presidente dell’Associazione – Gli appuntamenti ci consentono di ‘fare memoria’ della storia passata e di apprezzare quanto di buono è stato fatto in favore degli Orfani di guerra e dei Bambini che, arrivati da tutta Italia, alla ‘Casa’ hanno potuto avere il necessario, frequentare la scuola e affrontare il futuro nel migliore dei modi. Si tratta di un programma denso di significato, con appuntamenti culturali e approfondimenti storici per ricordare il grande lavoro di accoglienza svolto presso la Casa e con riflessioni sul ruolo che le Persone hanno avuto nella sua lunga storia. Il grande sforzo messo in atto da Associazione e Fondazione è certamente un modo per ricordare e celebrare ma deve essere anche un momento per ripensare il ruolo della Casa oggi con l’augurio che possa continuare a svolgere la sua preziosa funzione di accoglienza, potendo contare sulle molte attività sociali che qui hanno avuto inizio e oggi, seppur in modo diverso, proseguono”.

L’articolato programma di celebrazioni prevede, tra maggio e novembre, mostre, visite guidate, conferenze, spettacoli teatrali e convegni di studio dedicati alla valorizzazione storica e culturale della Casa dell’Orfano. Quanto proposto in occasione del centenario è il risultato di un lungo percorso di valorizzazione iniziato nel 2006 e proseguito negli anni con attività di recupero, riordino e inventariazione dell’archivio, restauro di opere, mobili e arredi lignei e catalogazione della biblioteca. Nel corso del 2025, per la loro esposizione durante la prima mostra, sono stati restaurati e riportati all’originaria bellezza molti dei quadri di proprietà della Casa, oltre alla scultura dei due orfanelli di Giovanni Avogadri. Nell’anno in corso sarà completata la digitalizzazione dell’archivio dello sterminato epistolario di Mons. Antonietti, che negli anni ha intrattenuto rapporti di penna con figure religiose, politiche e sociali di alto livello. Tra queste anche Giovanni Guareschi, giornalista e scrittore, l’inventore di don Camillo e Peppone. 

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