La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del decreto Balduzzi del 2012 che vietava la messa a disposizione di apparecchiature che consentano l’accesso al gioco, sia legale che illegale, ossia praticato al di fuori della rete dei concessionari o dei soggetti autorizzati. Detto in soldoni, è illegittimo il divieto di mettere a disposizione, in qualsiasi pubblico esercizio, apparecchiature che consentano di giocare sulle piattaforme online.
“Una decisione che rischia di vanificare la lotta alla ludopatia e tutto il lavoro contro la diffusione del gioco d’azzardo come l’ottimo lavoro che i Comuni stanno facendo coi propri ambiti attraverso dei regolamenti e i Pgt – , commenta Davide Casati, consigliere regionale del Pd, componente della IX Commissione Sostenibilità sociale, dove di recente è stata presentata e discussa la Relazione sullo stato d’attuazione delle Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico -. Il pericolo è che il gioco d’azzardo si diffonda ulteriormente, senza controlli”.
“Alla decisione della Consulta si aggiunge l’accordo che è stato preso in Conferenza Stato-Regioni, che prevede che le Regioni beneficeranno del 5% del gettito che arriva dagli apparecchi fissi come le Vlt, cioè le videolotterie, e le slot machine denominate Awp, per destinare questi soldi al contrasto al gioco d’azzardo – prosegue il dem – . Sembra paradossale perché da un lato questa decisione, assieme alla sentenza costituzionale, indebolisce il lavoro che si sta facendo in questi anni, favorendo la diffusione del gioco. Quello che è chiaro, invece, è che si favorirà l’accesso al gioco anche a chi non lo farebbe. Bisognerebbe avere i dati dall’Autorità dogane monopoli per metterli a disposizione dei comuni, in particolare quelli piccoli, affinché tengano sotto controllo la situazione”.
“D’altra parte, anche gli esercenti andrebbero maggiormente coinvolti, con un senso di responsabilità rispetto a chi vedono giocare nei loro esercizi in maniera preoccupante. Nel frattempo, attendiamo il riordino del gioco d’azzardo: quello telematico è già stato fatto, quello fisico doveva avvenire quest’anno, ma è stato rimandato al 2026. Anche qui, però, bisogna capire in che direzione andrà e dipenderà molto da come lo si imposterà. Potrebbe essere una soluzione positiva o peggiore dell’attuale”.
“Sicuramente un tema importante è quello dei controlli, anche per evitare la fioritura degli esercizi illegali. Andrebbero fatte costantemente le verifiche, ma la polizia locale è in grande difficoltà in quanto gli agenti sono pochi e i comuni piccoli non hanno nemmeno il comando. Già oggi non riescono a controllare, se si aumentano i punti di gioco, anche in seguito alla decisione della Corte costituzionale, il rischio è che sfuggano quasi completamente”, conclude Casati.

















