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Piario: Rsd vuota, ma i lavori non partono

La Residenza socio sanitaria per disabili (Rsd) di Piario, nelle vicinanze dell’ospedale, da quattro mesi è vuota. L’attività è stata trasferita provvisoriamente a Bergamo per consentire lavori sulla struttura, ma l’intervento non è ancora partito. Una situazione che sta generando crescente preoccupazione tra gli amministratori locali, le famiglie e i dipendenti che hanno accettato di spostarsi temporaneamente nel capoluogo.

«Nonostante la fretta di trasferire gli ospiti il 17 giugno e l’aiuto delle organizzazioni di volontariato per liberare gli spazi, a oggi i lavori non sono ancora partiti. Il cantiere non è nemmeno delimitato», spiega Flavia Bigoni, presidente dell’Ambito territoriale sociale 9 Valle Seriana Superiore e Val di Scalve, che insieme al sindaco di Piario, Francesco Zanotti, ha voluto sollevare la questione.

«I lavori, la cui durata era inizialmente stimata in 6-8 mesi fino a un anno, dovevano riguardare interventi di adeguamento antisismico per garantire la sicurezza di ospiti e lavoratori», prosegue Bigoni. L’Ambito sociale e il Comune di Piario hanno scritto all’Agenzia di tutela della salute (Ats) di Bergamo chiedendo tempistiche precise, ma la risposta è stata, sempre secondo la presidente dell’Ambito, «interlocutoria».

«Ci è stato detto che i lavori indicativamente sarebbero potuti partire a ottobre, ma a oggi (venerdì 10 ottobre, ndr) non sono ancora iniziati. Siamo preoccupati per il dilungarsi dei tempi e soprattutto per non avere certezze sul tipo di intervento che verrà fatto», aggiunge Flavia Bigoni.

Anche il sindaco di Piario, Francesco Zanotti, esprime preoccupazione: «Pensiamo agli ospiti, ma anche ai dipendenti della zona che hanno dato disponibilità a trasferirsi a Bergamo per un anno. Abbiamo già 4 mesi di ritardo».

Zanotti aggiunge: «Quello che chiediamo è una risposta da parte di Ats: date e indicazioni precise per l’inizio e la conclusione dei lavori. Questo soprattutto per dare risposte alle famiglie e ai dipendenti».

Sono una cinquantina i lavoratori coinvolti. Una trentina, invece, gli ospiti della struttura. «Senza risposte certe ci troviamo in difficoltà nei confronti delle famiglie che devono scendere a Bergamo ad assistere i loro cari», conclude la presidente dell’Ambito.

Potrebbero esserci novità a breve. L’Ats ha convocato un incontro per la prossima settimana.

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