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“Un menù di simboli”: i ristoranti della Val Seriana diventano inclusivi grazie a “Storia Buffa”

Rendere i momenti di convivialità accessibili a tutti è l’obiettivo del progetto “Un menù di simboli”, ideato dall’associazione Storia Buffa, attiva nella promozione del benessere e dello sviluppo psicosociale dei bambini. L’iniziativa mira a trasformare i ristoranti in luoghi più accoglienti per bambini, adolescenti e adulti con disabilità o bisogni comunicativi complessi.

Il cuore del progetto è l’adozione dei simboli della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA). I ristoratori locali vengono invitati a implementare strumenti comunicativi visivi in diverse aree. Nello specifico, si propone di facilitare la scelta dei piatti attraverso un menù simbolico e di offrire materiali comunicativi e interattivi nelle aree gioco. Attualmente, due locali della media Val Seriana hanno già aderito con entusiasmo al progetto: il Ristorante Pizzeria Bocciodromo di Fiorano e L’Isola dello Zio Bruno di Albino.

Questa accoglienza positiva ha confermato all’associazione Storia Buffa quanto sia sentito il bisogno di comunicare in modo inclusivo nei luoghi di ritrovo. Il desiderio è che, grazie a questa iniziativa, sempre più famiglie possano trovare spazi accessibili e attenti ai bisogni di tutti e sempre più ristoratori possano aderire al progetto.

l progetto “Un Menù di Simboli”, promosso dall’associazione Storia Buffa, nasce da una profonda riflessione sui contesti di vita che favoriscono l’incontro, la relazione e la convivialità. L’associazione si è interrogata su quale fosse l’elemento quotidiano e universale capace di accomunare tutti, identificandolo nel cibo.

“Partendo da questa premessa -spiega la psicologa clinica Giancarla Mologni-, il progetto si è posto l’obiettivo di rendere gli ambienti legati alla ristorazione e allo stare a tavola maggiormente accessibili alle persone con fragilità comunicative, linguistiche e cognitive, siano essi minori o adulti. L’intento principale è permettere a queste persone di vivere l’esperienza dello stare insieme con benessere, un forte senso di appartenenza e, soprattutto, un senso di competenza. La Comunicazione Aumentativa e Alternativa è uno strumento di supporto comunicativo tradizionalmente impiegato in contesti specialistici, come l’ospedale, ma che si rivela un vero e proprio “trampolino di lancio” nel quotidiano: permette alla persona di capire e, ancora più importante, di farsi capire, contribuendo significativamente al suo benessere identitario”.

Un elemento distintivo è la tavola chiamata Termometro delle Emozioni, dove il bambino (guidato dall’adulto) può segnalare il proprio stato d’animo, sia esso di benessere o di malessere. Questo gesto non solo permette al bambino di sentirsi capito, ma offre un nome a ciò che sente dentro, trasformando l’emozione in qualcosa di gestibile e riconoscibile.

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