L’assessore Guido Bertolaso ha risposto all’interrogazione depositata dai consiglieri regionali PD Davide Casati e Jacopo Scandella che chiedeva conto del cantiere presso la Residenza Sociosanitaria per Disabili (RSD) di Piario, chiusa agli utenti da oltre 4 mesi in attesa che inizino i lavori di ristrutturazione che però, ad oggi, sono ancora fermi.
“Un ritardo insostenibile – sottolineano i due dem – rispetto al quale abbiamo ritenuto opportuno richiamare l’attenzione dell’assessore Bertolaso la cui risposta indica sì la durata dei lavori, che non deve superare i 180 giorni, ma non dice nulla riguardo a quando questi lavori potranno effettivamente cominciare. Cosa che deve accadere al più presto, perché questo ritardo di oltre 4 mesi è inammissibile e coinvolge il personale, gli utenti più fragili e le loro famiglie. Il rispetto dei tempi negli interventi di edilizia sanitaria è fondamentale soprattutto in casi come quello della RSD di Piario che è un riferimento fondamentale per le famiglie del territorio. Regione Lombardia ha il compito di garantire una programmazione ed esecuzione efficace degli interventi”.
Nella sua risposta risposta l’assessore Bertolaso sottolinea le difficoltà incontrate nel corso dell’iter dei lavori e spiega quali saranno i prossimi passi. In particolare, l’assessore lombardo ricorda come i lavori abbiano subito una sospensione per motivi di sicurezza e tutela degli utenti: le prime interruzioni sono state causate dalle condizioni climatiche avverse, in particolare le basse temperature, non idonee alla posa dei materiali necessari per i rinforzi strutturali. La successiva e più significativa sospensione è stata decisa dall’ATS Bergamo, in accordo con la Cooperativa “Lavorare Insieme”, in quanto è stato ritenuto che la prosecuzione dei lavori con gli ospiti all’interno, anche con compartimentazioni adeguate, avrebbe creato disagi incompatibili con il loro benessere e la loro salute. Per garantire la piena operatività del cantiere e la sicurezza degli utenti, si è proceduto all’individuazione di una sede temporanea, individuata dallo scorso giugno nella RSA “Casa di Riposo Santa Maria Ausiliatrice” di Bergamo.
“La sospensione dei lavori non è riconducibile a inadempienze dell’ATS, né dell’impresa esecutrice, bensì a ragioni di necessità e pubblico interesse, volte alla tutela della salute, della sicurezza e della qualità di vita degli ospiti -si legge nella risposta di Bertolaso-. Successivamente al trasferimento degli utenti, ATS Bergamo ha riattivato le interlocuzioni tecniche con l’impresa, la direzione lavori e i progettisti, per l’aggiornamento del quadro tecnico-economico e la redazione di un nuovo cronoprogramma operativo finalizzato alla garanzia della conclusione delle opere entro 180 giorni dalla ripresa delle attività, con l’intenzione di restituire agli ospiti una struttura completamente rinnovata, sicura e funzionale”.


















