Svolta nelle indagini per la morte dell’uomo di origine egiziana trovato senza vita la mattina del 5 gennaio in località Ponte del Becco, nel comune di Taleggio. I carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo hanno fermato nella serata del 6 gennaio un cittadino tunisino di 53 anni, incensurato e con regolare permesso di soggiorno.
Lunedì mattina a dare l’allarme era stato un uomo di passaggio in auto lungo la provinciale 35. Il corpo giaceva in posizione supina, parallelo alla strada, vestito e coperto da due trapunte macchiate di sangue. Presentava vistosi traumi alla testa.
Le indagini si sono concentrate sull’analisi incrociata dei tabulati telefonici della vittima e dei filmati delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private, oltre all’esame dei sistemi di lettura targhe presenti in provincia. Gli investigatori sono così riusciti a individuare il furgone utilizzato per trasportare il corpo nel luogo del ritrovamento e a stabilire l’orario dell’abbandono del cadavere, avvenuto tra le 5.57 e le 6.15 del 5 gennaio. Il veicolo è risultato intestato al cinquantatreenne fermato, che da mesi era in contatto con la vittima e con cui occasionalmente svolgeva piccoli lavori edili.
Le successive verifiche hanno permesso di ricostruire i movimenti dell’indagato e della vittima. I due si trovavano insieme nell’abitazione del tunisino a partire dalle 10 del 4 gennaio. Alle 10.50 l’indagato si è allontanato a piedi per poi tornare alla guida del suo furgone, che ha parcheggiato davanti all’abitazione. Alle 11.05 si è allontanato nuovamente a bordo del mezzo.
L’uomo è stato sentito più volte tra la sera del 5 gennaio, quando è stato identificato, e la sera del 6 gennaio, quando gli è stato notificato il provvedimento di fermo disposto dal pubblico ministero della Procura di Bergamo. Nel corso degli interrogatori ha fornito progressivamente versioni diverse dei fatti. Il fermo è stato disposto sulla base delle incongruenze accertate nella ricostruzione fornita e delle condotte ammesse e verificate finalizzate allo spostamento del cadavere dall’abitazione e al successivo occultamento.
Il fermato è stato associato al carcere di Bergamo a disposizione del giudice per le indagini preliminari, in attesa dell’interrogatorio. Proseguono le attività investigative per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.

















