Domani, 16 maggio, si celebra la Giornata della ristorazione che, dopo il successo delle prime tre edizioni, la torna per il quarto anno consecutivo. L’iniziativa, promossa dalla Federazione italiana pubblici esercizi – Fipe Confcommercio, insignita nel 2023 della Medaglia del Presidente della Repubblica per il suo alto valore simbolico, è patrocinata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal Ministero del Turismo, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e dal Ministero della Cultura.
Anche in questa nuova edizione, la giornata, si conferma come un evento popolare, inclusivo, solidale e profondamente etico, volto a celebrare un rinnovato sentimento di comunità attraverso la valorizzazione della cultura dell’ospitalità italiana. La ristorazione non è solo cucina, ma è anche impresa, oltre che un presidio culturale e sociale capace di valorizzare, tenere uniti e “rammendare” i territori. Il tema scelto quest’anno è il riso, molto più di un alimento ma simbolo di equilibrio tra natura e cultura. Si pone infatti l’accento sulla sostenibilità e sulla filiera produttiva, invitando a riflettere sull’importanza di scegliere materie prima di qualità e di valorizzare i produttori locali. Dalle risaie della Pianura Padana fino alle tavole dei ristoranti più creativi, il riso racconta una storia fatta di lavoro, territorio e identità. Un ingrediente versatile, capace di adattarsi a ricette semplici come zuppe, fino ai risotti più raffinati, dalle preparazioni di riciclo alle interpretazioni più contemporanee, dalle materie prime più povere a quelle più ricercate. Confcommercio Bergamo ha invitato i ristoranti a inviare ricette che esaltano il riso, cui è dedicato l’ultimo numero di Affari di Gola (in edicola dal 14 maggio). E domani il riso sarà in qualche modo ancora più protagonista nelle tavole degli oltre 7mila locali e ristoranti di città e provincia.
“Il riso è un elemento essenziale della cucina, specialmente nel nostro territorio e in tutto il Nord Italia, ed è sempre più importante con la crescita di intolleranze al glutine- commenta Petronilla Frosio, presidente del Gruppo Ristoratori Confcommercio Bergamo-. Una materia prima da celebrare sicuramente, con eccezionali proprietà nutrienti, antinfiammatorie, oltre che sazianti. Presente sia nella cucina popolare che nelle proposte più gourmet, con una storia ricchissima da raccontare, radici e scambi culturali da approfondire. E poi ci auguriamo che porti anche un sorriso nella ristorazione, alle prese con un momento ancora di grande incertezza, tra contrazione dei consumi e rincari delle materie prime”.
“La giornata della ristorazione si conferma un’occasione di riflessione per tutto il settore- sottolinea Diego Rodeschini, presidente del Gruppo Bar, Caffetterie, Pasticcerie Confcommercio Bergamo-. Quest’anno è la prima giornata a celebrare il riconoscimento della nostra Cucina Patrimonio Unesco, per il valore rituale e sociale della nostra convivialità e per l’alimentazione, con la migliore interpretazione della dieta mediterranea e per la longevità, con Blue zone uniche. Non c’è matrimonio, banchetto o evento in cui non vi sia un ottimo risotto: un vero orgoglio per la nostra cucina, specialmente per quella lombarda”.
I servizi di ristorazione presenti in provincia di Bergamo al 31 dicembre 2025 sono 7.083 ( Osservatorio Cruscotto Dataviz Fipe su elaborazione dati Infocamere Fipe-Confcommercio Bergamo). Rispetto all’anno precedente (fine 2024), dove erano attive 7.161 imprese, si contano 78 imprese in meno (-1,1%). Per la prima volta dopo la lunga ripresa post-pandemica, il calo non riguarda soltanto i bar, ma si estende anche alla ristorazione. Quanto all’andamento nel variegato mondo della ristorazione (dal bar al catering), da fine 2024 a fine 2025 si sono persi 54 servizi di bar (-1,8% su un totale di 2.950) e sono diminuiti di 20 insegne (-0,5%) anche i servizi di ristorazione, scesi a 3.687; stabili i servizi di preparazione e fornitura pasti (mense, catering e banqueting, dark kitchen), che si attestano intorno alle 392 unità (-0,3%). Osservando i settori nel lungo periodo, dal 2019 cioè prima della pandemia, si evidenzia che i bar hanno perso 482 imprese (-14,0%), i ristoranti e i servizi di intrattenimento hanno guadagnato 160 insegne (+4,5%) e i servizi di fornitura pasti ben 105 aziende (+36,6%).
















