“Vi portiamo in dono i nostri gioielli”, una frase che testimonia l’importanza di questo momento di serenità per i ragazzi di Kharkiv, che per due settimane saranno ospiti ad Olera. Un momento di commozione, atteso per mesi, ha trasformato la sala consiliare di Alzano Lombardo nell’epicentro di un messaggio universale. I sorrisi dei bambini ucraini, intenti a firmare e lasciare le proprie dediche sul libro d’onore del Comune, hanno sancito ufficialmente l’inizio di un soggiorno speciale. Un gesto simbolico per lasciare un ricordo eterno e per ribadire un concetto chiaro: Alzano è città di pace.
L’idea di questa straordinaria operazione di solidarietà è nata lo scorso ottobre agli amici dell’Associazione Presente Bergamo, durante una visita di una delegazione bergamasca proprio a Kharkiv, la martoriata metropoli ucraina.
Nel viaggio di ritorno in treno, la promessa si è trasformata in azione: “Perché non li ospitiamo quest’estate?”. In pochi mesi, un gruppo di amici e associazioni ha tradotto le parole in fatti. Il contingente, arrivato in terra bergamasca per un soggiorno di 15 giorni, è composto da 27 bambini e ragazzi provenienti dalle zone del conflitto, 13 accompagnatori adulti e due ragazze scout e un’ampia rete di volontari locali impegnati nella gestione delle attività e della logistica presso l’Ostello di Olera.
“La riuscita del progetto è il frutto di uno sforzo corale che ha unito pubblico e privato. Fondamentale è stato l’incontro con il sindaco di Alzano Lombardo, Camillo Bertocchi, che ha sposato e sostenuto l’iniziativa fin dal primo istante -spiega il referente Mario Bonati-. Attorno al Comune seriano si è generata una vera e propria gara di solidarietà. L’intera comunità alzanese, con in testa i residenti della frazione di Olera, si è mobilitata per l’ospitalità. Inoltre, più di 30 Comuni della bergamasca hanno risposto all’appello lanciato dagli organizzatori, contribuendo economicamente e politicamente alla sostenibilità del progetto: una testimonianza tangibile della generosità del territorio orobico”.
Per la delegazione ucraina, l’arrivo in Italia ha rappresentato un “secondo shock”, questa volta positivo, dopo la drammatica quotidianità vissuta a Charkiv, una città in cui gli allarmi sono perenni e si registrano picchi di decine di esplosioni all’ora. A colpire profondamente gli accompagnatori ucraini è stata la presenza, durante il momento del benvenuto, dei bambini di Alzano Lombardo.


















