La tradizione campanaria bergamasca ha fatto sentire la sua voce, forte e chiara, anche in terra ligure. Una delegazione della Federazione Campanari Bergamaschi, composta da 17 suonatori accompagnati da un nutrito gruppo di simpatizzanti, ha partecipato ad Andora (Savona) al 64° Raduno Nazionale dei Suonatori di Campane.
Due giorni intensi che hanno trasformato la località ligure nella capitale italiana dell’arte campanaria, unendo delegazioni provenienti da ogni angolo del Paese. Il successo dell’evento è stato sancito da una macchina organizzativa impeccabile e da una calda accoglienza da parte delle autorità locali e religiose. I campanari orobici hanno voluto esprimere un profondo ringraziamento a chi ha reso possibile questa straordinaria due giorni: a partire da Eles Belfontali, Presidente della Federazione Nazionale Suonatori di Campane, fino a Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Guglielmo Borghetti, Vescovo della Diocesi di Albenga-Imperia, che ha onorato il raduno con la sua presenza.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto all’associazione Genova Carillons, guidata dal Presidente Riccardo Frio e dal Segretario Valerio Ruggero, al Comune di Andora con il Sindaco Mauro Demichelis, e all’Arciprete di Andora – nonché stimato campanaro – Don Stefano Caprile. Insieme a tutto lo staff di volontari e alle associazioni locali, sono riusciti a far sentire la delegazione bergamasca “come a casa”, offrendo anche un’ottima logistica grazie alla disponibilità dello staff dell’Hotel Gilda di Laigueglia.
Al di là degli aspetti formali, il Raduno Nazionale si è confermato un momento prezioso di confronto e crescita. Sebbene l’Italia vanti sistemi di suono e tradizioni locali molto differenti tra loro (dal suono a tastiera a quello a slancio o sistema ambrosiano), i partecipanti si sono scoperti uniti da un’unica, grande passione.
«È stato un bellissimo momento di condivisione tra realtà diverse – spiegano i rappresentanti della Federazione Campanari Bergamaschi –. Siamo tecniche differenti, ma siamo tutti uniti dallo stesso spirito di servizio che svolgiamo quotidianamente a favore delle comunità parrocchiali nelle varie Diocesi italiane».



















