Sono concentrati in tre giorni e in tre diverse località gli ultimi cinque appuntamenti della 34ª edizione del festival Lago d’Iseo Jazz: la manifestazione, che ha per sottotitolo “La Casa del Jazz Italiano”, è da sempre un importante palcoscenico non solo per i big del panorama nazionale, ma anche per i nuovi talenti emergenti e propone, come di consueto, progetti speciali oltre a una grande varietà stilistica.
Dopo le esibizioni, nei giorni scorsi, del gruppo del sassofonista Gianni Denitto e del trio Freak Machine del trombettista Giovanni Falzone, giovedì 25 giugno il festival approderà al lido Sassabanek di Iseo, sede di due imperdibili concerti: quelli del quintetto del trombettista Marco Mariani e del sestetto del pianista Claudio Angeleri.
Quest’anno ricorre il centenario della nascita di Miles Davis, figura chiave nella storia del Jazz e della musica del Novecento, che vide la luce ad Alton, nell’Illinois, il 26 maggio del 1926. A questo straordinario artista dedica il suo nuovo progetto Marco Mariani, che nel suo percorso musicale ha già realizzato programmi originali anche su altre grandi personalità della tromba e della composizione jazz. I musicisti con cui si presenta a Iseo sono tutti legati ai Civici Corsi di Jazz di Milano, a cominciare da Rudi Manzoli, prima studente e oggi docente della prestigiosa scuola milanese, tenorista di esperienza e vasta conoscenza linguistica, mentre diplomati dei Civici Corsi sono la contrabbassista Margherita Carbonell, anch’essa con la doppia preparazione classica e jazzistica, già partner di Enrico Intra in ambito concertistico e discografico, e il batterista Daniele Delfino, una nuova realtà del drumming italiano. In fase di diploma al biennio di specializzazione è invece il pianista Samuele Lindo.
Poi sarà la volta del sestetto del pianista e compositore Claudio Angeleri (nella foto, in alto), affiancato da Paola Milzani (voce ), Gabriele Comeglio (sassofoni), Michele Gentilini (chitarra), Marco Esposito (basso elettrico) e Matteo Milesi (batteria). Il musicista bergamasco presenterà un progetto ideato nel 2001 e coronato da grande successo: From Be to Pops nasce dall’idea di portare nel jazz di impronta contemporary mainstream una serie di brani provenienti dalla canzone italiana, da quel pop che è il corrispondente nazionale dei grandi evergreen americani.
Venerdì 26 giugno il festival si sposterà a Predore per il concerto dell’Enrico Intra Group all’auditorium civico San Giovanni Battista. Dopo aver festeggiato il traguardo dei novant’anni nella scorsa edizione della manifestazione iseana, di cui è testimonial musicale, Enrico Intra continua a stupirci per la sua vitalità straordinaria e per l’attenzione che rivolge alle nuove generazioni di musicisti. Questa volta, nell’inedita e splendida cornice dell’auditorium di Predore, presenta il suo ultimo progetto, che ha appena visto la luce in un disco dell’etichetta romana Alfamusic, titolato come questo concerto: IN-TRA In Duo. Suoi partner la cantante Lucia Filaci, la cui voce spazia con facilità su tutti i registri, Arabella Rustico al contrabbasso. Quindi la tromba di Giacomo Serino si distingue per la modernità del linguaggio, il sassofono di Vittorio Cuculo per la conoscenza profonda della storia e la batteria di Daniel Besthorn per il senso del colore.
Il festival si concluderà sabato 27 giugno a Palazzolo sull’Oglio con due concerti ospitati nel Parco delle Tre Ville che vedranno impegnati, rispettivamente, Paolo Birro in piano solo e il quartetto di Eugenia Canale. Per il centenario della nascita di John Coltrane, gli organizzatori di Lago d’Iseo Jazz hanno commissionato a Paolo Birro un omaggio dedicato alle composizioni del sassofonista afroamericano, una delle più rilevanti personalità dell’intera storia del jazz.
Infine, per l’atto conclusivo del festival, spazio alla pianista e compositrice Eugenia Canale e al suo Rebus Quartet, completato da Guido Bombardieri (sassofono e clarinetto), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso) e Roberto Paglieri (batteria). Turandot, l’ultima opera di Giacomo Puccini, che come tutti sappiamo il Maestro non terminò, è al centro della musica di questa formazione, che ha pubblicato per l’etichetta Abeat la sua versione per quartetto jazz di alcune arie del capolavoro pucciniano, tra cui la celeberrima Nessun dorma.


















