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Riscoprire la biodiversità locale: il bilancio positivo del corso di birdwatching della Fondazione Pesenti

Bilancio più che positivo per la prima parte del Corso base di birdwatching, organizzato dalla Fondazione Giusi Pesenti Calvi di Alzano Lombardo grazie alla progettazione e coordinamento degli ornitologi e naturalisti Enrico Bassi e Gloria Ramello, e col patrocinio del Comune di Alzano Lombardo e del Gruppo Ornitologico Bergamasco afferente al Museo di Scienze Naturali “Enrico Caffi” di Bergamo. Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di avviare questo percorso, afferma la presidente della Fondazione, Mariangela Carlessi, poiché si tratta di un progetto stimolante e inedito per il territorio: un tassello di rilievo nell’ambito della strategia di promozione naturalistica, ecologica e paesaggistica che la Fondazione porta avanti attraverso una pluralità di iniziative aventi come focus principale l’antico compendio ambientale del Belvedere di Alzano.

Sono circa 40 gli iscritti al corso, ben oltre il limite inizialmente prefissato di 25 persone, che dall’aprile di quest’anno si sono cimentati nel riconoscimento degli uccelli selvatici in natura, mettendosi in gioco con entusiasmo e curiosità, creando un gruppo di veri appassionati.

“Il corso è strutturato attraverso l’alternanza di comunicazioni frontali, presso la Biblioteca comunale – spiegano Enrico Bassi e Gloria Ramello – ed esperienze pratiche sul territorio, per riconoscere caratteristiche e dettagli del loro piumaggio, abitudini e strategie di sopravvivenza dei principali gruppi di uccelli presenti nel territorio alzanese e del suo intorno. Aspiranti birdwatchers che, suscitando la curiosità dei passanti, scandagliano, binocolo al collo, le vie del centro storico alla ricerca di nidi di rondine e di balestruccio, le sponde del fiume Serio per sperare in un fugace incontro col principe azzurro (pardon, col Martin pescatore) e le acque ossigenate del torrente Nesa per intercettare il tuffo del Merlo acquaiolo, uccello palombaro in grado di predare invertebrati acquatici camminando sott’acqua”.

“Osservare la natura nella sua bellezza ci porta a divenire appassionati ammiratori e, al tempo stesso, sollecita ad interrogarci nel profondo su quale sia il nostro ruolo nel proteggere e valorizzare tutto ciò. Riconoscere questi preziosissimi bioindicatori ambientali da brevi strofe del loro canto, infatti, significa porsi nelle condizioni di associare la loro presenza alle caratteristiche dell’ambiente che li ospita – e, per contro, ci porta a indagare le ragioni che hanno determinato la perdita di alcune di queste specie, che nessun binocolo, purtroppo, può più intercettare”.

Il corso, articolato in 6 incontri teorici, 4 uscite pomeridiane e 1 notturna, riprenderà a settembre e terminerà a gennaio con una serata conclusiva in cui gli stessi corsisti, in maniera del tutto sperimentale, animeranno con le loro voci ciò che hanno potuto apprendere, e ciò che ci vogliono suggerire per il futuro.

Per ogni info, visitate il sito www.fondazionegpc.it o scrivete a: segreteria@fondazionegpc.it

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