Secondo appuntamento sabato 22 agosto per il “Musica Mirabilis”, il Festival musicale internazionale di Clusone dedicato al compositore Giovanni Legrenzi. Dopo il Vespro solenne che ha inaugurato l’edizione del quarto centenario della nascita del musicista, alle 20.45 nella chiesa della Beata Vergine del Paradiso di Clusone verrà proposto “Le grazie di Legrenzi”, la musica sacra e strumentale di Giovanni Legrenzi e dei suoi contemporanei.
A eseguire il programma sarà “La Fenice aVenire”, ensemble diretto dal cornettista Jean Tubéry, docente in importanti conservatori europei, da oltre trent’anni impegnato nell’interpretazione e nell’insegnamento della musica antica.
L’ensemble è composto da Anastasia Terranova, soprano; Jean Tubéry e Benedetta Ceron, cornetti; Anaëlle Blanc-Verdin e Margherita Pupulin, violini; Keiko Gomi, violoncello; Gianluca Geremia, tiorba; Hadrien Jourdan, organo positivo e clavicembalo. Proprio in occasione del quarto centenario della nascita di Giovanni Legrenzi, Tubéry ha costruito per il Festival un programma concertistico pensato per mettere in dialogo la produzione sacra e strumentale del compositore con quella di alcuni suoi contemporanei. Motetti e sonate di Legrenzi si alternano così a pagine coeve e a una composizione di Johann Sebastian Bach, facendo emergere la varietà del suo linguaggio e la portata della sua eredità musicale anche oltre i confini italiani. Il percorso diventa così un invito a riscoprire le diverse sfaccettature di Legrenzi e le ragioni di un successo che già nel Seicento contribuì alla diffusione della sua musica in Europa, collocandolo nel solco della grande tradizione veneziana tra Claudio Monteverdi e Antonio Vivaldi.
Tra i brani legrenziani figurano le sonate “La Squarzona”, “La Buscha” e “La Montalbana”, il motetto “Plaudite vocibus” dalle “Acclamationi divote” e tre motetti per soprano solista – “O vos delitiarum, O mirandum Mysterium e Laetamini in Domino” – tratti dall’opera diciassettesima pubblicata postuma a Venezia nel 1692.
Proprio questi motetti permettono di comprendere il Legrenzi della maturità, attraverso una scrittura nella quale la voce dialoga con gli strumenti e la dimensione devozionale si traduce in una forte varietà espressiva.
Il concerto affianca a queste pagine anche il “Plaudite vocibus”, tratto dalle “Acclamationi divote” pubblicate a Bologna nel 1670, raccolta che contribuì alla fama internazionale del compositore e alla circolazione della sua musica oltre le Alpi.
A mostrare quanto ampia sia stata la sua eredità musicale sarà anche la “Fuga” in do minore di Johann Sebastian Bach (su un tema di Giovanni Legrenzi), accanto a pagine di Giovanni Pittoni “Ferrarese” e Alessandro Stradella. Il programma costruisce così un dialogo fra Legrenzi e il suo tempo, ma anche con la generazione successiva, seguendo le tracce lasciate dal compositore clusonese nella musica europea.


















