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Ordinanza del Consiglio di Stato: stop alla caccia in deroga a storno e fringuello in Lombardia

Colpo di scena nel contenzioso sulla caccia in deroga in Lombardia. Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello presentato dalle associazioni animaliste e ambientaliste, deliberando la sospensione immediata dei provvedimenti della Regione Lombardia che autorizzavano il prelievo delle specie fringuello e storno.

La sentenza ribalta l’orientamento precedentemente espresso dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Lombardia, il quale, in una prima fase del ricorso, aveva respinto le istanze cautelari degli ambientalisti, mantenendo di fatto l’efficacia dell’ordinanza regionale che consentiva l’attività venatoria in deroga.

Nonostante la prima battuta d’arresto, le associazioni animaliste avevano immediatamente presentato ricorso d’urgenza al Consiglio di Stato, ottenendo infine ragione. L’organo di giustizia amministrativa di ultimo grado ha disposto la revoca dei provvedimenti, imponendo di fatto lo stop immediato alla caccia in deroga per le due specie.

“Come sempre le sentenze dei tribunali vanno rispettate, ma la decisione del Consiglio di Stato di oggi è davvero difficilmente comprensibile, visto che tutti gli atti di Regione Lombardia sul prelievo in deroga hanno seguito rigorosamente quanto previsto dalla legge e osservato il parere di Ispra sulle piccole quantità, così come ribadito dal TAR Lombardia che ci aveva dato ragione in occasione del primo ricorso”.

Così l’assessore regionale ad Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, commenta la notizia dell’ordinanza con cui il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso in appello di alcune associazioni ambientaliste e sospeso i provvedimenti della Lombardia che autorizzavano la caccia in deroga a fringuello e storno.

“Continuiamo a lavorare non in modo ideologico ma con il supporto e il rigore dei dati scientifici – conclude Beduschi – per assicurare che la caccia possa svolgersi nel pieno rispetto delle normative. Spiace notare come sia oggettivamente sempre più difficile farlo in un contesto di incertezza del diritto, a seconda di chi esamina le istanze, con sentenze che spesso contraddicono di anno in anno quelle precedenti”

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