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Leggende e racconti del passato: nel calendario Gorno riscopre il tesoro degli antenati

Una delle illustrazioni Umberto Gamba

Storie di fantasmi, mucche che scompaiono e ricompaiono, racconti tramandati di generazione in generazione: il calendario 2026 di Gorno è un altro viaggio nelle leggende del paese. L’amministrazione comunale, insieme alla Pro Gorno e all’Ecomuseo Miniere di Gorno, ha realizzato “Gorno nella… leggenda”, distribuito gratuitamente a tutte le famiglie. Il progetto, seconda edizione di un’iniziativa ideata l’anno scorso, vede le illustrazioni ad acquarello su carta a mano del pittore Umberto Gamba, mentre i testi sono tratti dal libro “Gorno, appunti di storia e di costume” di Luigi Furia del 1977. Il coordinamento editoriale è stato curato da Adriano Baccanelli e dall’assessore comunale Francesco Zanotti.

L’iniziativa nasce dalla volontà di preservare il patrimonio narrativo della comunità. Adriano Baccanelli spiega: «La parola ha più interpretazioni e più d’una definizione, ma per noi esse non sono che racconti di fatti remoti più o meno logici, verosimili o stupefacenti, narrati dalla viva voce della gente e radicati nella tradizione di un paese».

Le leggende si sono stratificate nel tempo come stalattiti, arricchendosi di particolari attraverso i secoli grazie alla fantasia popolare. «Le nostre leggende sono i capolavori dei nostri antenati. Tutte ci rivelano il loro animo ingenuo e superstizioso, ma anche riflessivo e sognante, vorremmo dire poetico», aggiunge Baccanelli.

Il calendario raccoglie alcune delle storie tramandate dagli anziani del paese, affiancate da aneddoti e fatti curiosi del passato. «Prima che l’aridità del progresso livellatore faccia dimenticare il mondo della fantasia e del sogno dei nostri antenati, abbiamo voluto raccogliere alcune di queste leggende», spiega Baccanelli, ricordando l’atmosfera in cui questi racconti venivano narrati davanti al camino o nelle stalle durante le nevicate.

Il calendario si chiude con la favola dell’abete Natalino, un omaggio alla memoria della pandemia da Covid che nel 2020 colpì prima la Valle Seriana e poi il mondo intero. Un evento recente che, sottolineano i curatori, sembra già appartenere a un’epoca lontana.

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