Colere come una delle principali piazze di Roma in cui oggi è stato celebrato il IV Novembre. Il collegamento lo ha tracciato il Sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, ospite d’onore della comunità del paese della Valle di Scalve.
Dopo un breve rinfresco a Palazzo Malachia i presenti si sono spostati in prossimità della sede degli alpini. Accompagnato dalla banda di Angolo Terme, il corteo ha raggiunto la centrale piazza e il monumento dei caduti per la deposizione della corona e i discorsi ufficiali.
«Il problema – ha detto Domenico Rossi – non è dove uno si trovi il IV Novembre, quello che conta è il messaggio, i messaggi valoriali possono essere dati sia nelle grandi città che nei piccoli paesi».
«C’è differenza – ha chiesto Rossi nel suo discorso in piazza – tra i caduti di cui leggo i nomi su questo monumento a Colere, quelli al Sacrario Militare di Redipuglia o quelli che oggi sacrificano la propria vita nelle missioni di pace come quella in Afganistan? Ebbene non c’è: c’è un filo conduttore che lega questi ragazzi del 1899 con quelli che hanno fatto la Resistenza o hanno fatto la guerra in Afganistan: c’è il giuramento alla Patria. Cos’è la Patria? La Patria siamo noi. Se noi riusciamo a onorare i nostri caduti, riusciamo a onorare quello che la Patria rappresenta. La Patria è costituita da tanti tasselli ed è costituita anche da noi stessi. Ringrazio tutti i sindaci presenti, l’Arma dei Carabinieri, la Polizia Locale, gli alpini e tutte le persone presenti oggi a celebrare il IV Novembre».
Tanti militari in queste settimane sono impegnati su uno scenario che il nostro Paese non avrebbe voluto mai rivedere: quello del terremoto. «Le Forze Armate si avviano a essere sempre più accanto alle esigenze della società – afferma nella nostra intervista il Sottosegretario -, da un lato forniscono sicurezza, ma hanno anche assetti operativi che spesso possono essere utili alla società. Nel caso del terremoto non forniamo solo sicurezza contro lo sciacallaggio, ma anche macchine e uomini per favorire la vita delle persone che hanno perso tutto o quasi».

I ragazzi delle scuole medie di Vilminore hanno presentato agli alpini tre cartelloni su cui hanno riprodotto tre celebri opere d’arte ispirate alla guerra: la pala centrale del trittico “Der Krieg” di Otto Dix, “Il massacro in Corea” di Picasso e un’opera dell’espressionista tedesco Franz Marc.
Rappresentate oggi a Colere tutte le amministrazioni comunali della Valle di Scalve, presenti anche numerosi ex amministratori. Immancabili gli alpini in congedo: schierati gli alfieri di tutti i gruppi del territorio, numerosi capigruppo e il presidente della Sezione di Bergamo dell’Ana Carlo Macalli. Sul posto anche il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Clusone, il Capitano Diego Lasagni, accompagnato dal nuovo comandate della stazione dei Carabinieri di Vilminore di Scalve.






















