Le domande sono a tema rigorosamente ardesiano, ad esempio quanto pesa la fruttivendola o chi era assessore al Bilancio tra il 2004 e il 2006. Anche i concorrenti sono ardesiani e pure i premi, per la maggior parte buoni da spendere in negozi, bar e ristoranti del paese. Il nome è “Chi vuol essere ardesiano”, perché la formula riprende quella di un noto quiz televisivo. Il gioco si ripete ormai da alcuni anni all’interno della “10 e lode”, il contenitore di eventi che la Pro loco propone sotto Ferragosto. L’edizione 2015 è andata in scena in piazza Bonvicino Moretto davanti a un folto pubblico. Sette i concorrenti in gara. Solo uno è arrivato fino all’ultimo gradino della scalata, ma ha acceso la risposta sbagliata. Fabio Fornoni non è così riuscito per un soffio a conquistare i 100 euro in palio. La domanda era: “Negli anni 1823-1842 chi fu parroco di Ardesio?”. Il concorrente ha detto don Agostino Spampati, invece si trattava di don Giuseppe Martino Perani.
Come nella versione originale, chi si è seduto di fronte al presidente della Pro loco Simone Bonetti aveva a disposizione aiuto del pubblico, 50 e 50 e telefonata. La differenza che spicca, rispetto al quiz in tv, è un’atmosfera molto più rilassata. In fondo, qui, non sono in gioco grandi cifre e si partecipa soprattutto per divertirsi. “Mi piace prendere parte alle attività che propone la Pro loco – dice Loris Bertasa, uno dei concorrenti –. Già l’anno scorso mi ero divertito e ho deciso di rimettermi in gioco”. C’è stato anche il tempo per una gag. Con la telefonata Loris Bertasa ha chiamato l’amico Marco, che ha dato la risposta imitando Bruno Pizzul e Ibrahimovic.















