La situazione critica del trasporto pubblico locale in Bergamasca ha spinto il presidente della Provincia Matteo Rossi a scrivere all’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, il bergamasco Alessandro Sorte. Rossi sostiene che i «sindaci bergamaschi, che sabato scorso hanno approvato il bilancio della Provincia, hanno più volte manifestato pesanti disagi chiedendomi di far sentire con forza la voce del territorio. Ci preoccupa enormemente il destino di migliaia di famiglie, in particolare quello degli studenti di quei Comuni bergamaschi più lontani dalle sedi scolastiche. Per loro, e in generale per tutti i giovani bergamaschi, il livello del servizio del trasporto pubblico è una questione di giustizia sociale, e sappiamo come l’alta mortalità scolastica del nostro territorio così come il successo o l’insuccesso scolastico sia legato anche a questo servizio e alle conseguenze dirette sui tempi di vita e di studio».
Rossi sottolinea che, in seguito alla cosiddetta Legge Del Rio, dal punto di vista operativo, secondo la disciplina normativa di Regione Lombardia, la pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale sarà esercitata dalla nuova Agenzia del Trasporto pubblico locale, ma la quantità di risorse su cui costruire le proposte relative al servizio da garantire e alle tariffe, «dipenderà esclusivamente dai finanziamenti delle istituzioni superiori. Dal punto di vista economico, tale funzione sarà dunque sostenuta, da 2016 in poi, esclusivamente dai trasferimenti regionali alle Province lombarde, non essendo più previsto nella legge di stabilità che i nuovi enti di area vasta mettano risorse proprie aggiuntive».
«La Provincia – prosegue Rossi – dovrà cedere i Contratti di servizio all’Agenzia del TPL e la Convenzione con TEB riducendo, se non azzerando la propria partecipazione economica con inevitabile riflesso sui medesimi contratti e convenzioni, posto che le somme proprie sin qui stanziate non sono più disponibili, ma le conseguenze saranno disastrose per l’intero bacino degli utenti bergamaschi e per il livello del servizio, che a seguito dei conseguenti tagli e razionalizzazioni, non potrà che limitarsi, per quanto possibile, all’effettuazione di un minimo servizio scolastico, mentre gli altri utenti (lavoratori, cittadini, imprese, pensionati, ecc. ) si ritroverebbero sostanzialmente impossibilitati a fruirne».
Pertanto, sempre secondo il presidente della Provincia, «l’Agenzia si troverebbe così a dover gestire i quattro Contratti di servizio (uno relativo all’area urbana di Bergamo e gli altri tre relativi alle sottoreti extraurbane Sud, Est e Ovest) e la Convenzione TEB, priva sostanzialmente dei necessari finanziamenti. Del resto, non avendo alcuna disponibilità propria ed in assenza del bilancio di previsione 2016-2017 e non potendo accertare alcuna entrata da qui al 1 gennaio 2016, non è ipotizzabile che la Provincia possa farsi carico degli oneri finanziari sin qui affrontati».
La conclusione è che «si rende assolutamente necessario un immediato, urgente e strutturale intervento economico-finanziario da parte di Regione Lombardia a favore della Provincia di Bergamo per un importo di 5,5 milioni di euro, volto ad assicurare ora e per il futuro una copertura dei costi del servizio di TPL e a garantire l’attuazione della riforma lombarda del TPL, che tutti noi auspichiamo si possa realizzare».



















