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La proposta: condividere il pranzo con i migranti

Domenica 20 dicembre le famiglie del vicariato Clusone-Ponte Nossa sono invitate ad accogliere in casa propria i migranti ospitati in Alta Val Seriana per condividere con loro il pranzo e parte della giornata. L’iniziativa, oltre alle parrocchie, vede coinvolto anche il Comitato di cittadini per costruire l’accoglienza in Valle Seriana.

«Abbiamo fatto nostra l’iniziativa della “Tavola condivisa”, nata a Bergamo – spiega Enrico Scandella, uno dei componenti del Comitato seriano –. Si tratta di un momento in cui i richiedenti asilo che sono nelle strutture di Rovetta e Castione potranno pranzare insieme alle famiglie che ne faranno richiesta. Nel pomeriggio ci si ritroverà poi per un gioco condiviso e una preghiera insieme».

«È uno dei primi momenti di condivisione che proponiamo – aggiunge Scandella –. Faccio appello a tutte le famiglie del vicariato perché ospitino questi ragazzi. Tralasciando il loro status giuridico, dobbiamo ricordare che si tratta persone che hanno bisogno sicuramente di affetto». Chi è interessato deve segnalare ai referenti la propria disponibilità entro domenica 13 dicembre. Il martedì successivo si terrà poi una serata informativa all’oratorio di Rovetta. Il 20 dicembre ogni famiglia sarà poi invitata a recarsi in una delle due strutture per accompagnare a casa i due richiedenti asilo con cui condividere il pranzo.

Non è l’unico appuntamento che il Comitato per l’accoglienza organizza in questo mese di dicembre. Giovedì 10, alle 20,45, nella sala dell’oratorio di Dorga si terrà l’incontro «Costruiamo insieme l’accoglienza», organizzato in collaborazione con le parrocchie di Castione. Interverranno Bruno Goisis, presidente della Cooperativa Ruah, ed Eugenio Torrese, direttore dell’Agenzia per l’integrazione di Bergamo. «C’è una grossa necessità di informazione e conoscenza – sottolinea Leo Minuscoli –. Questo incontro, secondo noi, ha proprio questo obiettivo. Dopo una breve esposizione del problema e della situazione ci sarà un ampio dibattito tra i presenti per cercare di capire insieme come gestire questo fenomeno, certamente complesso, ma che sarà probabilmente il problema dei prossimi 20 o 30 anni».

Per informazioni si può consultare la pagina Facebook del comitato.

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