Pochi in alta valle Seriana conoscono l’aeromodellismo dinamico, una disciplina che differisce dall’aeromodellismo statico in quanto gli aeromodelli volano per davvero.
Questa disciplilna nacque come forma di sperimentazione di teorie e tecniche riguardanti il volo; i primi esperimenti di volo libero, il semplice lancio a mano di un velivolo, cominciarono intorno alla seconda metà dell’800. Con l’avvento di motori, radiocomandi e altre evoluzioni si è arrivati ai giorni nostri. È uno sport impegnativo sotto molti punti di vista: per la costruzione e progettazione degli aerei serve tempo e richiede conoscenze di aerodinamica oltre che un’ottima manualità per portare a compimento l’opera. Una delle difficoltà principali sta nel conferire al modello leggerezza e robustezza allo stesso tempo.
Nel nostro territorio l’aeromodellismo è pressoché sconosciuto poiché non ci sono organizzazioni o club dedicati a questo sport e per trovare esperti, o chi lo pratica con frequenza, bisogna spostarsi in pianura.
Questi aeromodellini si differenziano per i materiali (legno, fibre di vetro e carbonio, polistirolo), la distanza e altre caratteristiche specifiche (luci di navigazione e altre strumentazioni). I modelli sono pilotati grazie a radiocomandi che possono avere una portata dai 2 km ai 6 km, ma il limite è comunque sempre imposto dal campo visivo di chi stringe il radiocomando (sono comandati a vista). I costi variano dai 200 euro di un modello per principianti ai 20.000 e oltre per quelli a reazione. In conclusione, se vi abbiamo incuriositi è il caso di fare un giro presso un campo volo: in provincia di Bergamo ve ne sono alcuni, vicino alla città a Ghisalba e a Grassobbio; potrebbe essere la passione giusta per voi!
Questo è un articolo realizzato attraverso il progetto «Saranno reporter» attivato con l’Istituto d’Istruzione Superiore Statale «Andrea Fantoni» di Clusone. Chi scrive è un ragazzo o una ragazza di quarta liceo che sta muovendo i primi passi nel mondo del giornalismo.


















