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Lavoro nero sul Sebino: 11 irregolari, anche un minorenne

Continua l’attività della brigata della Guardia di Finanza di Costa Volpino a tutela dell’economia legale. I finanzieri dell’Alto Sebino, comandati dal luogotenente Matteo Cattedra, nell’esecuzione di specifici controlli, hanno trovato undici lavoratori in nero, tra cui un minorenne.

Nei confronti di questi ultimi, 9 extracomunitari e 2 italiani, i rispettivi datori di lavoro non avevamo provveduto ad effettuare la preventiva «comunicazione obbligatoria» al centro per l’impiego né avevano provveduto agli adempimenti contributivi, assistenziali e fiscali. I lavoratori erano impiegati in tre attività, di Rogno e Costa Volpino: una nel settore della ristorazione, una nel settore della produzione di prodotti parafarmaceutici e integratori alimentari e una nel settore della lavorazione e assemblaggio di prodotti in gomma. La prima è gestita da un cittadino extracomunitario, le altre due da cittadini italiani.

Nei confronti dei titolari delle imprese è scattata una maxisanzione che va da un minimo di 1.500 euro ad un importo massimo di 9.000 euro per ogni lavoratore non regolarmente assunto, con diffida alla regolarizzazione dell’intero periodo di lavoro prestato in nero sotto il profilo contributivo e assicurativo. Ci sono poi tutte le altre sanzioni di carattere amministrativo in materia di lavoro, quindi previdenziali e assistenziali comprese, e quelle di carattere fiscale in materia di ritenute. Inoltre, potrebbero esserci anche risvolti in materia di sicurezza e igiene. Uno degli imprenditori è stato anche denunciato alla Procura della Repubblica di Bergamo per aver impiegato all’interno dei locali dell’azienda un minorenne al di sotto dei 16 anni, che ai sensi della normativa vigente viene considerato un «bambino».

Tre degli extracomunitari sono di nazionalità asiatica, impiegati in un’attività nel settore della ristorazione gestita da un proprio connazionale dove è stato rinvenuto anche il minore ancora in età scolastica. Tre sono di nazionalità magrebina impiegati nei locali di un’impresa che si occupa di produrre e assemblare prodotti parafarmaceutici e anche integratori alimentari, gestita da un italiano. Infine nel terzo caso gli extracomunitari (tre) erano di nazionalità albanese e kosovara, impiegati in uno stabilimento di un’impresa che si occupa della lavorazione e assemblaggio di prodotti in gomma per conto terzi; anche questa attività è gestita da un italiano. Tra l’altro, il settore della lavorazione della gomma proprio nel basso e medio Sebino rappresenta uno dei distretti industriali più importanti riconosciuti nella Bergamasca.

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