Ultime mosse, al Festival scacchistico internazionale di Bratto. Domani il torneo si concluderà e verranno proclamati i vincitori. È quindi il momento di tracciare un bilancio di questa 36esima edizione.
Lo facciamo con Claudio Noè, presidente della Scacchistica milanese, che da qualche anno si è caricata sulle spalle l’onere (e l’onore) di organizzare la kermesse. «Chiudiamo il torneo con 164 partecipanti: 54 nel Magistrale, 40 e 36 negli Open A e B, il resto nei tornei minori. Rispetto alle difficoltà recenti è un bel rimbalzo: abbiamo oltre 40 giocatori in più dell’anno scorso, moltissimi provenienti dall’estero. Tutto questo è un’ottima premessa per un futuro ancora migliore».

Sembra quindi ormai superata la crisi che aveva fatto temere per la sopravvivenza stessa del festival, appuntamento ormai storico all’ombra della Presolana. Anche l’anno prossimo, dunque, nelle sale dell’Hotel Milano torneranno ad incrociarsi i pezzi sulle scacchiere. «Uno degli aspetti che ci rende ottimisti fin d’ora è che comunque la qualità tecnica del torneo è molto buona – sottolinea Noè -. Abbiamo avuto un Magistrale (il torneo dei migliori, ndr) con tanti giocatori importanti, a cominciare dall’ex campione italiano Alberto David».

Come spesso accade, però, il Magistrale è dominato dagli stranieri. Si stanno disputando la vittoria finale l’ungherese Gergely Antal e i croati Miso Cebalo e Nenad Sulava. Più staccato il giovane italiano Fabrizio Magrini, rivelazione del torneo, che sta facendo molto bene pur non avendo un punteggio di partenza molto alto. Domani gli ultimi verdetti.



















