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Telecamere ad Ardesio, la versione di Caccia

Progetto avviato dall’amministrazione di «Ardesio unita» con sindaco Alberto Bigoni e portato a termine dalla Lega Nord con Yvan Caccia. All’apparenza una staffetta conclusa con successo. Ma il nuovo primo cittadino non ritiene che il testimone gli sia stato passato nelle condizioni migliori. E per recuperare il terreno perso, dice, ha dovuto letteralmente fare le corse.

Attingiamo al gergo sportivo – del resto son giorni di Olimpiadi – per addentrarci nella vicenda delle telecamere installate in questi giorni ad Ardesio. Quattro occhi elettronici su altrettanti angoli del centro con lo scopo di mettere a fuoco la sicurezza urbana. Un intervento reso possibile da un contributo regionale di 20 mila euro e a cui il Comune partecipa con 5 mila.

Tutto bene quel che finisce bene? Mica tanto: «Abbiamo ereditato questa pratica dall’amministrazione precedente con grosse difficoltà, tra cui quella di finire i lavori entro il 31 agosto – osserva Caccia -. Il progetto, inoltre, è stato completamente ridisegnato perché i punti dove mettere le telecamere erano su proprietà private e non era stata reperita l’autorizzazione. Non solo, mancavano anche le autorizzazioni della Questura, dei Carabinieri e della Prefettura. Abbiamo dovuto fare le corse per ottenerle».

Nel rivedere il progetto, la nuova amministrazione ha deciso di cambiare i punti dove collocare le telecamere, occhi elettronici da quattro megapixel. «La prima – prosegue il sindaco – è davanti al municipio, per controllare piazza Monte Grappa e lo snodo della vicina rotonda. La seconda di fronte al parco giochi di via Locatelli, sul palo dell’antenna wi-fi nei pressi dell’oratorio. Un’altra è sull’angolo delle scuole elementari, dove termina il viadotto 25 aprile, per sorvegliare sia la strada sia l’incrocio del ponte Rino. La quarta, sempre alla scuole, controllerà il posteggio dei bus vicino al campo sportivo».

Caccia fa notare che i lavori dovranno essere rendicontati alla Regione entro la metà di ottobre e ringrazia il vigile del paese, Marco Lanfranchi, «che durante il mese di luglio e agosto ha lavorato per mettere a punto il progetto».

1 COMMENTO

  1. Come ol cà el gàt,se non ci fossero bisognerebbe inventarli:io avrei fatto come per”l’unione dei paeselli”fuori tutto e nisba telecamere;e coi soldini rimasti in cassa avrei assunto un agente di PL(Vigile)par time e magari a tempo determinato.
    Almeno in giro per Ardes per qualche ora,ci sarebbero stati due occhi in più veri,e non virtuali…

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