Forse in queste settimane si è generata un po’ di confusione (e pure noi facciamo mea culpa). La Val Vertova non sembra salva come si è scritto e detto. Il progetto per le due centraline idroelettriche è ancora sul tavolo della Provincia e l’iter potrebbe ripartire.
Già il Comitato Val Vertova Bene Comune aveva espresso le sue perplessità. E ieri i contorni della vicenda si sono fatti più chiari. A Bergamo, infatti, i sindaci di Vertova e Gazzaniga, Luigi Gualdi e Mattia Merelli, hanno incontrato il presidente della Provincia Matteo Rossi e i funzionari dell’ente. Obiettivo: fare il punto della situazione.
«La materia è molto tecnica, quindi non di facile interpretazione – esordisce il primo cittadino di Gazzaniga -. Sta di fatto, però, che la società non ha ritirato il progetto, ma la richiesta di verifica per l’assoggettabilità alla Valutazione d’impatto ambientale (la cosiddetta Via, ndr)».
Di fatto, come peraltro avevamo scritto un mese fa, la società ha rinunciato ad opporsi alla Via. «A oggi la Valutazione d’impatto ambientale non è stata ancora chiesta dalla società – prosegue Merelli -, però non sono nemmeno scaduti i termini per farlo. La richiesta di concessione idroelettrica rimane aperta. Dobbiamo aspettare per vedere cosa succederà».
Resta in ballo anche la questione tutela. Trasformare la Val Vertova in parco per salvaguardarla. «Nulla in contrario – sostiene il sindaco di Gazzaniga -. Ma sia la Regione sia lo Stato stanno portando avanti provvedimenti di razionalizzazione dei parchi. Quindi, le norme stanno cambiando. Inoltre, sarebbe tardi. E forse nemmeno un parco basterebbe per fermare la costruzione di impianti idroelettrici».
Come muoversi allora? «Noi abbiamo fatto il massimo – sottolinea Merelli -. Siamo l’unico ente che ha portato in Consiglio un indirizzo politico ben preciso (approvato all’unanimità, ndr), contrario alla realizzazione delle centraline. Ci auguriamo che lo facciano anche altri. Il Consiglio comunale è sovrano ed è espressione della gente. Ora faremo un’istanza alla Provincia e anche alla Regione perché prendano atto della volontà dei cittadini di Gazzaniga».


















