Il 2016 ad Albino è stato l’anno dei bidoni col microchip. Il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti indifferenziati è servito per passare alla tariffa puntuale. Grazie al dispositivo elettronico, infatti, è possibile misurare il numero degli svuotamenti e applicare il principio «più inquini più paghi».
Fino a giugno il bidone ha coabitato con il sacco rosso a pagamento introdotto dall’amministrazione Carrara. Da luglio in avanti il contenitore in plastica è rimasto solo: sei mesi di sperimentazione elettronica. Ora è possibile tirare le somme e fare un primo bilancio del nuovo sistema, grazie anche ai numeri «puntuali» che i microchip consegnano.
«È andata al di là delle più rosee aspettative – commenta soddisfatto il sindaco Fabio Terzi -. Abbiamo tenuto fino all’ultimo momento segreti questi dati, perché volevamo analizzarli attentamente. Ora abbiamo un quadro completo della situazione, che conferma la bontà della scelta attuata nel 2016. Direi che abbiamo centrato l’obiettivo».
«L’introduzione del bidone con microchip – prosegue il sindaco – ci ha consentito di innalzare ulteriormente la percentuale di raccolta differenziata: viaggiavamo intorno al 75%, abbiamo raggiunto quasi l’80%. E dobbiamo dire che questa è la media sull’intero anno 2016, mentre il bidone è stato sperimentato solo per sei mesi. Quindi è anche probabile si possa andare oltre».
La soddisfazione, sottolinea il primo cittadino, è doppia: «Non era facile ottenere un aumento così interessante perché ad Albino si partiva già da una quota elevata di raccolta differenziata. Un ringraziamento deve essere rivolto ai cittadini che hanno dato una risposta positiva, dimostrando ancora una volta tutto il loro senso civico e la capacità di adattarsi alle novità che vengono proposte».
Sono positive anche le cifre che riguardano i costi: «Abbiamo risparmiato più di 20 mila euro per quanto riguarda l’inceneritore. Sono stati conferiti meno rifiuti e, di conseguenza, abbiamo speso di meno».
A proposito di soldi, una parte della minoranza (Per Albino – Progetto Civico) nei giorni scorsi si è lamentata perché, a suo dire, il nuovo sistema sarebbe costato troppo (50 mila euro solo di bidoni, secondo il capogruppo Gerry Gualini). «Non capisco perché si intestardiscano ancora su questa posizione – commenta Terzi -. Il Comune di Albino, lo ribadisco, non ha speso un centesimo per acquistare i 10 mila bidoni».
Il sindaco spiega che la fornitura dei contenitori «è la conversione di due servizi aggiuntivi nell’appalto rifiuti, assegnato dalla precedente amministrazione. Servizi gratuiti messi dall’operatore in fase di gara perché gli davano più punteggio. Questi due servizi (un mezzo che passava per le frazioni a raccogliere carta, vetro e plastica, e la raccolta porta a porta del verde, ndr), si sono rivelati uno inutile e l’altro impraticabile. Sono stati quindi convertiti nella fornitura dei bidoni. Nessuno ha pagato niente. Abbiamo speso solo circa 10 mila euro per i lettori di microchip, il software e le etichette magnetiche per i casi speciali di conferimento dei rifiuti. Ma da questa spesa siamo rientrati avendo risparmiato 20 mila euro di inceneritore».
Il sindaco ringrazia infine il Movimento 5 Stelle che «ha creduto in questo progetto e ci ha sostenuto, non solo politicamente, ma anche sul territorio in maniera pratica e concreta. È stato un bell’esempio di collaborazione con questa parte della minoranza perché si è lavorato solo nell’interesse dei cittadini, indipendentemente dai colori politici».



















