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A che punto sono i lavori al Convento della Ripa

Un pezzo alla volta, il Convento della Ripa sta per rinascere. Da alcuni mesi, a Desenzano di Albino, sono in pieno svolgimento i lavori per recuperare anche l’ultima parte del complesso. Un intervento delicato, perché si tratta dell’ala più antica.

Fondato a metà del XV secolo dai Carmelitani riformati di Mantova, il Convento della Ripa nacque per ricordare il miracolo della Madonna della Gamba. Il nucleo originario si sviluppa intorno alla chiesa superiore, costruita dai nobili Signori di Comenduno. A fine Settecento, con il tramonto della Repubblica di Venezia, il complesso venne venduto a privati e destinato ad altri usi. Nel 2007, infine, l’acquisto da parte della Cooperativa sociale La Fenice.

Convento della Ripa
Un’immagine dell’ostello

«La nostra ambizione è riportare questo luogo al suo antico ruolo di centro motore della vita culturale sul territorio – spiega Fabrizio Persico, presidente della cooperativa -. Da qui è nata l’idea del centro di studi Diaforà, dedicato al tema della differenza. Un punto d’osservazione che invita allo scambio, al dialogo, contrariamente a quell’arroccamento generato dal tema dell’identità».

Questo il punto d’arrivo di un percorso iniziato circa cinque anni fa, con i primi lavori. La cooperativa ha cominciato dalla parte meno nobile, ristrutturata e trasformata in ostello. «Abbiamo potuto fruire sia di un finanziamento della Regione Lombardia per l’ostello sia poi di un contributo della Fondazione Cariplo per avviare una prima grande fetta del centro culturale – prosegue Persico -. È stato così possibile recuperare due terzi del complesso».

A giugno di quest’anno sono infine iniziati i lavori dell’ultima parte, quella attorno allo splendido chiostro. «Essendo la più antica, comporta interventi di restauro conservativo più che di ristrutturazione – sottolinea il presidente de La Fenice -. Procediamo sotto la diretta sorveglianza della Soprintendenza con l’archeologo che ha governato la prima parte degli scavi. Sono state fatte scoperte decisamente interessanti, abbiamo trovato tombe e strati di pavimenti».

Una volta ultimati i lavori, il centro culturale sarà composto da stanze di studio e ricerca, oltre ad una biblioteca e un auditorium (forse due). «Sono ipotesi che stiamo intravedendo – aggiunge Fabrizio Persico -. Gli interventi credo continueranno per altri 8/9 mesi. Una parte delle opere andrà completata per la fine di febbraio, così da poter rispettare la convenzione che abbiamo con il Comune di Albino. Ci sarà poi da sistemare il tetto».

Un aspetto fondamentale è quello economico. Difficile, al momento, fare stime precise sui costi. Anche per la particolarità e la complessità dell’intervento. «Va detto che abbiamo ricevuto dalla Regione Lombardia un finanziamento di 240 mila euro, una piccola parte dei quali anche a fondo perduto – conclude Persico -. È proprio sull’onda di questo contributo che abbiamo deciso di avviare i lavori. Certo, bisogna che ce ne mettiamo dei nostri. Siamo però una cooperativa sociale, non abbiamo grandi risorse economiche. Dobbiamo fare i passi secondo la gamba che abbiamo».

Il servizio di Antenna2:

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