Home Notizie “Smetto di far politica”: la frase di Renzi diventa una canzone

“Smetto di far politica”: la frase di Renzi diventa una canzone

«Se perdo il referendum, smetto di far politica». Non è andata proprio così. Matteo Renzi è tra gli attori principali anche di questa campagna elettorale. Ma c’è chi quelle parole non le ha dimenticate. Tanto da farci una canzone.

S’intitola “aMateus” ed è opera di “Mèri l’immenso”. Dietro lo pseudonimo si cela Fabio Gualandris, di Albino, grafico di professione, presidente dell’associazione culturale “Lo Scoiattolo” e non nuovo a questo genere di cose. Negli anni ‘80, ad esempio, scrisse una canzone dedicata a Sandro Pertini, entrata anche nella colonna sonora del docufilm in uscita sul presidente più amato dagli italiani.

Il nuovo brano, però, gioca soprattutto sull’ironia. Una sorta di sfogo in musica, ma con il sorriso sulle labbra. «Questa canzone è il mio divertito ‘fallo di frustrazione’ da cittadino disilluso dalle tante promesse delle varie fazioni che nel tempo si sono succedute nel nostro Paese», scrive Gualandris su Facebook.

«La canzone scherza su Renzi, non perché sia il solo colpevole ma per il suo annuncio infranto. Una promessa che mantenere dipendeva esclusivamente da lui, non servivano convergenze e alleanze, bastava la sua volontà per attuarla, ma non ce l’ha fatta. La parola data per me conta e pesa quando viene tradita».

Ma Gualandris non prende di mira solo i politici. La sua riflessione è più ampia e – se vogliamo – profonda. «“Tu sembri ciò che vuoi, tu sembri uno di noi” dico nella parte finale del motivetto, giusto per mettermi dentro a questo fallimento, per non dare la colpa di tanto malcostume ad altri, per risvegliare il cambiamento in me e, se si vuole, in ognuno di noi; allora, senza bisogno dei talk show, sarà rivoluzione, sarà cambiamento finalizzato al bene comune, alla faccia dei sondaggi per inseguir consenso».

Fabio Gualandris, oltre che autore del testo e della musica, è anche la voce di “aMateus”. Hanno poi partecipato Lucio Bianchetti (basso arrangiamento mixaggio),  Linda Bergamini, Tino Bertoli, Giovanna Carrara, Roberto Gandossi, Camelia Mihailescu, Rosemary Seganfreddo e Raimondo Venturoso (Cori).

Qui il video con la canzone caricato su YouTube:

4 COMMENTI

  1. “…In tutta la storia dell’umanità, la politica non ha mai creato ricchezza. La rivoluzione industriale è un prodotto della tecnologia. E il miracolo economico italiano degli anni sessanta non è merito della democrazia cristiana. Sono l’innovazione, la ricerca, la competenza, il talento, la creatività, l’istruzione, che creano il valore aggiunto. L’Italia non lo fa da quindici anni. Il nostro sistema è congegnato per bloccare le energie produttive…” “…Il problema dell’Italia è un problema morale, che non si può risolvere in cinque minuti. Ogni giorno leggiamo di casi di corruzione. Non sono solo politici, palazzinari, delinquenti: sono anche avvocati, giudici, uomini delle forze dell’ordine, dipendenti pubblici che truffano lo stato per cui lavorano. Non ci sono punizioni per chi sbaglia. E non ci sono premi per chi merita. Un paese così non può funzionare. È un paese morto…” Piero Angela all’Huffington Post.

  2. Cantiam Cantiam Cantiam. … intanto noi politici incassiam incassiam incassiam …noi altri invece paghiam paghiam paghiam. ..
    Quando la finirà questa sunada? Agli elettori spetta togliere il disco dei furbetti.

    • Se non andassero a votare il 100% degli Italiani”potrebbe servire”.
      Ma datosi che così non é,e non lo sarà mai…
      Il non voto serve solo e sempre a quelli:quelli che sene lamentano,ma poi sotto sotto ci godono visto che il loro bacino di voti,é sempre assicurato da vari e noti sistemi.

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