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«Grazie Emiliano», a Rivolta l’addio a Mondonico

Momenti intensi, carichi di emozione e commozione, questa mattina a Rivolta d’Adda per l’ultimo saluto ad Emiliano Mondonico. Migliaia di persone, tifosi e appassionati, hanno raggiunto il paese in provincia di Cremona dove l’allenatore era nato 71 anni fa.

Il funerale è stato celebrato nella chiesa di Santa Maria e San Sigismondo. C’erano tanti ultrà delle squadre che hanno avuto Mondonico in panchina (Atalanta, Albinoleffe, Torino, Fiorentina, Cremonese). Con bandiere e striscioni hanno voluto dire addio a uno dei mister più amati, scomparso giovedì dopo una lunga malattia.

Nella piazza centrale di Rivolta non sono mancati conoscenti, paesani, famiglie con bambini. Così come c’erano tante persone che hanno incrociato il “Mondo” negli oratori o nelle comunità, come ‘L’approdo’, dove l’allenatore aiutava i tossicodipendenti a liberarsi da alcol, droga e gioco d’azzardo attraverso il calcio.

Il feretro è giunto in chiesa tra due ali di folla, salutato da un lungo, commosso applauso e dal coro “Emiliano oh oh”. C’è stato anche chi ha alzato al cielo una sedia, come fece Mondonico nella finale di Coppa Uefa del 1992 tra Torino e Ajax, un gesto simbolo della sua carriera.

La cerimonia si è poi conclusa sulle note di “Io vagabondo”, celebre canzone dei Nomadi. Il brano, cantato da Augusto Daolio, è risuonato anche nel pomeriggio allo stadio di Bergamo, prima di Atalanta-Udinese.

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