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Terzi: «Il voto su via Mazzini? Nulla di particolare»

«Non è successo nulla di particolare». Il sindaco di Albino Fabio Terzi sorride e non sembra preoccupato rispetto alla tenuta della sua maggioranza. Nonostante nell’ultimo Consiglio comunale quattro consiglieri della Lega abbiano votato diversamente dal resto della maggioranza, contribuendo a far passare una mozione delle minoranze.

«Non si trattava del bilancio di previsione e nemmeno del Piano di governo del territorio – puntualizza Terzi -. Era un punto su cui ci si poteva anche dividere». In effetti, il tema era già divisivo di per sé: il nuovo arredo urbano di via Mazzini. Argomento che da alcuni mesi sta suscitando un ampio e vivace dibattito nella cittadina.

I gruppi di minoranza “Per Albino”, con la loro mozione, chiedevano che la discussione fosse portata in un’assemblea pubblica aperta a tutti, forti anche delle 487 firme raccolte nei mesi scorsi. Il sindaco (e con lui parte della maggioranza) sosteneva invece fosse sufficiente l’incontro con residenti e commercianti del centro, già convocato per il 16 aprile. I quattro consiglieri leghisti hanno sposato la prima ipotesi.

I paletti di via Mazzini

«La mozione è stata strumentale – osserva Terzi -. Poteva essere votata o non votata. L’amministrazione un impegno se l’era già preso, anche se non allargato a tutta la popolazione. Ma non c’è problema: dopo esserci confrontati con commercianti e residenti, lo faremo anche con chi vorrà avanzare suggerimenti o critiche rispetto al nuovo arredo urbano».

Il primo cittadino si dice convinto di aver compiuto un percorso «trasparente e condiviso con tutti. Il tema – aggiunge – è stato prima affrontato in campagna elettorale e poi sono state organizzate tre assemblee pubbliche. Non nascondiamo che alla prova dei fatti qualche elemento critico si è palesato. Un conto è un progetto sulla carta, un altro è quando vasi e paletti vengono posati».

I vasi

Terzi tiene infine a precisare di non aver paura del confronto. «È corretto, anche di fronte all’istanza di soli 487 cittadini su 18 mila, mettersi a disposizione – sottolinea -. Ricordo che la precedente amministrazione (sostenuta dai gruppi dell’attuale minoranza, ndr), anzitutto, non fece un percorso non condiviso. La chiusura di via Mazzini non era nel programma elettorale e decisero senza dir nulla a nessuno. Inoltre, quando venne protocollata una petizione popolare sottoscritta da 1300 cittadini, la misero nel cassetto. Noi, invece, accettiamo il confronto sia in Consiglio comunale sia in un’assemblea. Lo stile non è acqua».

L’intervista del sindaco ad Antenna2:

Chiamato in causa dal sindaco nell’intervista ad Antenna2, il capogruppo di minoranza Gerry Gualini risponde così:

2 COMMENTI

  1. Hi hi hi hi hi i leghisti ex nordisti ora nazionalisti,dopo le ultime elezioni si sono ringalluzziti mica maluccio,e questi sono gli effetti,vogliono rinegoziare tutto anche le briciole,e mai come ora non glielo si puo impedire. Silvio conta solo per le sue palanche(che lè mià poc listès)voti ormai pochini,poi ci sono”le sorelle d’Italia”che contano + o – 0,per tanto avanti loro con salvini.
    E vai di ruspa!🚜

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