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Punto nascita di Piario, la giunta regionale ha deciso

Entro la fine di dicembre 2018 in Lombardia chiuderanno 4 punti nascita. La decisione oggi è stata presa dalla Giunta regionale.

L’assessore al Welfare Giulio Gallera ha dichiarato: «Una legge dello Stato ci impone di chiudere i Punti nascita che sono al di sotto dei 500 parti l’anno. Regione Lombardia nel giugno 2016, e nel febbraio 2017, aveva chiesto la deroga, presentando anche progetti virtuosi che avrebbero consentito di mantenerli aperti, garantendo nel contempo la sicurezza. Il Ministero, sentito il parere del Comitato nascite nazionale, è stato sempre rigido e risoluto e oggi ci impone la chiusura di quello di Angera, Oglio Po’, Piario e uno tra Gravedona e Chiavenna».

«Voglio chiarire che il provvedimento di oggi – ha rimarcato l’assessore – non è il preludio di una chiusura dei presidi ospedalieri, né l’anticamera di un loro depotenziamento, anzi, saranno messe in campo, anche con il coinvolgimento delle istituzioni locali, azioni volte a implementare i loro servizi e rispondere efficacemente ai reali bisogni del territorio».

Tornando alle azioni che le Asst dovranno compiere prima della chiusura dei Punti nascita l’assessore ha spiegato: «Abbiamo studiato una riorganizzazione che si basa sul potenziamento e mantenimento dei servizi resi durante la gravidanza e il puerperio e presuppone unicamente la dislocazione del luogo del parto per garantire qualità e sicurezza alle madri e ai neonati. In sostanza – ha continuato – si dovranno predisporre specifiche progettualità che prevedano l’implementazione dei consultori e modelli di integrazione ‘territorio – ospedale – territorio’».

Il consigliere regionale di Forza Italia Paolo Franco ha commentato: «Fin dall’insediamento in Regione Lombardia ho voluto porre tutta l’attenzione possibile sul tema del punto nascite di Piario, proprio perché credo nel servizio che viene offerto alla Valle. La battaglia continua: in questi giorni sono già stato a Roma al fine di creare canali per poter intercedere con il Ministro alla Sanità dalla cui decisione dipendono le sorti del punto nascite. Tuttavia il mio lavoro da consigliere regionale va nella direzione di implementare servizi ed investimenti nella struttura: per questo è nata la mia proposta di creare il servizio delle ostetriche del territorio, con l’obiettivo di avere una struttura ancora più funzionale rispetto a quella attuale!»

«La chiusura non sarà immediata – spiega il consigliere regionale Jacopo Scandella -, sarà entro la fine dell’anno, ma presumibilmente a settembre. Una scelta che io continua a reputare molto sbagliata. Un vero e proprio schiaffo alla montagna: mantenere 4 punti nascita intorno a Bergamo e chiudere l’ultimo presidio montano rimasto. Credo che sia giusto che le persone sappiano per bene tutti i passaggi che hanno portato a questa situazione. Vogliamo infatti informarle con un’assemblea pubblica venerdì sera alle ore 20.45 a Clusone, presso l’auditorium, perché si faccia chiarezza intorno alle responsabilità di questa scelta e al futuro del nostro territorio, per cui tutte le persone interessate sono invitate a esserci e portare il loro contributo».

7 COMMENTI

  1. Vabe dai,vi togliamo la torta ed al suo posto vi lasciamo un bel lecca lecca. Chi si accontenta gode,ma come gode?!
    Sempre più schifato dalla politica e da coloro che ci speculano sopra.

  2. Credo che se il Consigliere regionale Paolo Franco avesse voluto davvero salvaguardare il punto nascite di Piario per non lasciare così scoperta la media/alta Valle Seriana e la Valle di Scalve, avrebbe combattuto non una battaglia ma una guerra per chiudere il punto nascite di Alzano Lombardo e Piario così avrebbe aumentato nettamente i parti.
    Ci stiamo facendo portare via sempre più servizi! D’altra parte il popolo ha il governo che si merita.

  3. I consiglieri non guardano mai le esigenze dei cittadini ma gli ordini dei capi partito che assicurano a loro di stare in lista.

  4. Qualcuno aveva promesso la riconsegna della fascia tricolore e dimissioni da sindaco. Speriamo almeno che l’interessato mantenga la promessa,e qualche altro sindaco/a lo segua. Servono gesti forti ma veramente forti,da parte degli amministratori delle valli interessate. Ormai le parole sono a 0 servono i fatti.

  5. Ma accidenti!!!! Non possiamo più permettere a chi abita a 1.000 km e più di di distanza di decidere!!!!! Vengano l’or signori a vivere nei paesi di alta montagna con tutti i disagi quotidiani che la stessa gente vive!!!
    Semplice parlare di numeri X loro e tutto deciso su mappe geografiche: percorrere 60km X noi gente di montagna ci vogliono,
    se tt va bene , dai 60 minuti a 75 minuti.
    E se l’emergenza incalza???? Cosa dobbiamo fare???? Venite! Venite ad abitare in montagna anche lor signori e poi , insieme, prendiamo serie decisioni!!!
    Dirigere tutti da “poltrone d’oro ” è sempre facile!! qui la realtà è un’altra!! Noi montanari siamo abituati alle grandi fatiche E nulla ci fermerà!!! Salviamo il futuro di Piario!! Salviamo i figli dei nostri figli!!!
    Forza!!!!!! L’unione fa la forza!!!!

  6. Vista la mia età non ho esigenze di partorire ma voglio dire la mia.
    Trovo VERGOGNOSO che si voglia eliminare un servizio indispensabile tenendo anche conto del bacino di utenza e del tempo per raggiungere un altro ospedale. Qui non ci sono autostrade tramite le quali si arriva dappertutto in pochi minuti ma strade anche difficoltose in particolare nei mesi invernali.

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