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Punto nascita, chi ha firmato la mozione di Scandella

Consiglio regionale Lombardia
La sede del Consiglio regionale a Milano

Alle 11 di questa mattina Jacopo Scandella, consigliere bergamasco del Partito democratico, ha depositato al Pirellone una mozione urgente per mantenere attivo il punto nascita di Piario. Un’iniziativa già annunciata nei giorni scorsi, che Scandella aveva chiesto di condividere agli altri consiglieri eletti il 4 marzo, in particolare quelli della Val Seriana: Paolo Franco di Forza Italia e Roberto Anelli della Lega.

La mozione – per impegnare la Giunta regionale a mettere in atto «tutte le iniziative politiche ed organizzative necessarie a mantenere attivo il punto nascita di Piario» – è stata condivisa dai gruppi del Partito democratico, del Movimento Cinque Stelle e dei Lombardi Civici Europeisti (Lista Gori). È stata poi firmata  da dieci consiglieri. Oltre a Scandella, Gian Antonio Girelli, Patrizia Baffi, Angelo Clemente Orsenigo, Raffaele Straniero del Pd; Dario Violi, Andrea Fiasconaro, Marco Maria Fumagalli e Consolato Mammì dei Cinquestelle; Niccolò Carretta dei Lombardi Civici Europeisti. I bergamaschi sono tre: Scandella, Violi e Carretta. In fondo al documento, dunque, mancano i nomi di Anelli e Franco, così come degli altri consiglieri regionali bergamaschi.

La mozione con le firme

La mozione era stata depositata per essere discussa oggi in Consiglio regionale, ma la maggioranza non ha ravvisato il carattere d’urgenza. Sarà portata in aula in una delle prossime sedute. 

7 COMMENTI

  1. Un plauso ai consiglieri del M5S,che malgrado l’ostruzionismo etc fatto dal PD nazionale nei confronti del M5S,hanno firmato la mozione secondo la propria coscienza e non in base ad altri giudizi/dettami piovuti dall’alto.

  2. Complimenti ai nostri politici CHIACCHIERONI, che rilasciano belle interviste e ricamate dichiarazioni, e poi mancano all’atto dei fatti, proprio la dimostrazione delle belle persone che sono, al di là del colore politico.

  3. Quanto guadagna un consigliere regionale?
    Fare attività politica con serietà ha dei costi che servono a mantenere collaboratori, attività di studio e di segreteria ma le cifre in ballo sono molto alte
    di Redazione redazione@varesenews.it
    08 marzo 2018 – 16:23
    Dopo la campagna elettorale, i contenuti della proposta politica e l’opinione degli elettori che si è espressa nelle urne c’è un “bilancio di previsione” che val la pena sottolineare dopo questa tornata di elezioni regionali: quello che riguarda la retribuzione dei nuovi eletti.
    Il tema non è per nulla nuovo ma le cifre in gioco non hanno mai smesso di creare un certo scalpore. Per andare subito al sodo, e premettendo che ci sono alcune considerazioni da fare, stiamo parlando grosso modo di cifre che possono andare dai 10 ai 13mila euro lordi al mese. A tanto equivale l’ammontare della retribuzione di ognuno degli 80 consiglieri che compongono il Consiglio regionale.
    ammonta a euro 6.327 euro lordi, per dodici mensilità), il rimborso forfettario per l’esercizio del mandato (che ammonta a euro 4.218, euro per dodici mensilità) ed, infine, l’indennità di funzione.
    Ecc ecc

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