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Porte aperte alla centrale idroelettrica del Dezzo

Porte aperte al Dezzo di Colere (fino alle 17 di oggi) in Valle di Scalve alla centrale idroelettrica della società Italgen.

In occasione delle solenni celebrazioni al Santuario di Santa Maria delle Fontane, in tanti hanno approfittato dell’occasione per una visita presso l’impianto. «Con molto piacere siamo tornati a mostrare al pubblico dove e come lavoriamo – afferma Giuseppe De Beni, consigliere delegato e direttore generale di Italgen -. La nostra società, con ben 15 centrali idroelettriche di diverse dimensioni (la più imponente è quella di Vaprio) e oltre 300 chilometri di linee di trasmissione, immette sul mercato circa 330 GWh/anno».

La centrale scalvina, con una produzione di circa 18.000 MWh/anno consente di risparmiare emissioni di C02 stimate in 7860 Ton annui. Considerando consumi domestici, un giorno di produzione in riva al Dezzo permette di: ricaricare 6 milioni di cellulari per un giorno, fare funzionare tutti i frigoriferi di Bergamo per 4 ore, tenere acceso un asciugacapelli o un aspirapolvere per 4 anni, guardare serie tv su 14.000 televisori per un giorno o caricare 9000 batterie di biciclette elettriche.

Entrata in funzione nei primi anni del ‘900, la centrale lavora su due impianti, alimentati rispettivamente dal Dezzo e dal Povo. «È stata realizzata per la prima volta tra il 1906 e il 1909 a opera dell’ingegner Cesare Pesenti – racconta Angelo Ferrari, responsabile d’area di Italgen -. Il primo dicembre del 1923, con il disastro del Gleno, la centrale è stata spazzata via. Ricostruita nel 1926, nel 1928 il Dezzo ha straripato e le macchine sono state danneggiate».

Un servizio verrà trasmesso questa sera all’interno del telegiornale di Antenna2, in onda alle ore 19.20 sul canale 88 del digitale terrestre.

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