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Sentiero per il Curò, disponibilità anche dal Comune per la messa in sicurezza

Mercoledì scorso a Decoder ci siamo occupati del sentiero che porta al rifugio Curò. Nella zona del “Tagliamento”, il tratto scavato dall’uomo nel secolo scorso nella parete rocciosa, negli ultimi mesi sono avvenuti quattro incidenti, di cui due purtroppo mortali.

Con la trasmissione abbiamo aperto il dibattito sul tema, cercando di invitare rappresentanti di enti e istituzioni portatrici di interesse. Cai, Soccorso Alpino e Parco delle Orobie Bergamasche a Decoder hanno accordato una certa disponibilità a intervenire, che ora arriva anche dal Comune di Valbondione. 

«Per prima cosa porgo le condoglianze – afferma il vicesindaco Walter Semperboni – di tutti i valbondionesi alla famiglia e agli amici dell’ultima giovane vittima, episodio che ci ha lasciato sgomenti. L’amministrazione comunale ha in programma di incontrare il Presidente del Parco delle Orobie Bergamasche Yvan Caccia, il presidente della Comunità Montana Giampiero Calegari e il Cai per potere studiare il problema. Sicuramente la situazione non è facile da risolvere. La nostra è una montagna aspra: servirebbero protezioni in molti punti. Inoltre valanghe e movimenti franosi non aiutano. Per assurdo il tratto dove a Valbondione si contano più vittime è proprio quello panoramico, dove il sentiero è largo circa due metri e c’è anche una fune a cui potersi aggrappare. Eppure gli incidenti continuano ad accadere. La priorità è sicuramente quella di salvare vite, qualcosa faremo in quel tratto, una barriera o quanto ci sarà consentito. Esamineremo le possibili soluzioni». 

 

 

«Abbiamo sentito il Cai, siamo stati contattati dal presidente della Comunità Montana Calegari e abbiamo sentito il presidente del Parco delle Orobie Bergamasche Yvan Caccia – continua Semperboni -. Anche loro sono sulla nostra lunghezza d’onda: non si guarderà al lato economico, ma alla sicurezza delle persone che ci allietano della loro presenza nei nostri paesi montani».

Qui sotto la puntata di Decoder con le posizioni di Cai di Bergamo, Soccorso Alpino e Parco delle Orobie Bergamasche.

Sentiero per il Curò, come intervenire?

7 COMMENTI

  1. La questione della sicurezza in montagna la si risolve andando per monti con l’attrezzatura corretta (scarponi e bacchette ad esempio) ed evitando di correre (cosa si corre a fare in montagna?) per battere inutili record personali!

  2. Nelle vostre ottime vostre foto si vede la via panoramica con fune di ancoraggio per la sicurezza di coloro che vi transitano, perchè quasi mai nessuno con adeguata imbragatura personale la usa?

  3. Un sentiero largo un metro e mezzo non serve l’ imbrago, si cammina più a monte possibile…
    Se poi uno cammina a ridosso del burrone pota póta.
    È soprattutto non si CORRE !!!!

  4. Chiedilo a chi lo mette la fune di ancoraggio il perché?? un sentiero come quello ” Panoramico ” classificato dal CAI : E ( escursionistico ).

    • Un fatto é certo, se i due periti proprio li fossero stati ancorati alla fune non sarebbero morti. Poi certo le ragioni di quelle disgrazie sono molteplici, e qui ci si potrebbe aprire un capitolo lungo molto lungo…

    • Ciccio ma guarda che é proprio il CAI insieme ad altri enti etc, che vuole mettere meglio in sicurezza il sentiero per Curò in questione.
      Pertanto vuol dire che un problema esiste, ed é anche un problema serio!

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