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Commercio al dettaglio in crescita, ma non per tutti

Nel terzo trimestre 2019 cresce il fatturato delle imprese con almeno tre addetti. La variazione annuale è pari al +2,1%, una crescita che rafforza l’incremento del secondo trimestre, uscito da tre segni negativi consecutivi. La variazione media dei primi nove mesi del 2019 risulta pari al +0,7%, delineando quindi uno scenario di ripresa in seguito alla flessione dell’anno scorso. Tale crescita del fatturato non sembra dovuta all’effetto dei prezzi, che mostrano un lieve arretramento rispetto al trimestre precedente, quando si era invece registrato un aumento dei listini.

L’indice destagionalizzato del fatturato segue un andamento crescente dalla fine del 2018, inaugurato dopo circa un anno di flessione. Ora raggiunge quota 88 (su base 2010), tornando al livello del terzo trimestre 2017. Rispetto ai minimi del 2014 ha recuperato complessivamente quattro punti, ancora pochi se confrontati con le perdite superiori ai venti punti accumulate negli anni della crisi.

Negli ultimi anni la crescita a Bergamo è stata più intensa rispetto alla Lombardia, che anche nell’ultimo trimestre mette a segno una variazione positiva più contenuta. L’indice regionale del fatturato rimane su un livello leggermente superiore, ma il divario con Bergamo si è ridotto notevolmente rispetto al 2015.

Analizzando la distribuzione delle risposte all’interno del campione, si allarga la percentuale di imprese che dichiarano un calo di fatturato e questa percentuale è più alta della quota di imprese in crescita. Il miglioramento della variazione media è quindi frutto dei buoni risultati di un gruppo ancora ristretto di imprese. Il processo di crescita fatica a diffondersi.

Nemmeno considerando le vendite di ipermercati e supermercati emerge un quadro roseo. Si registra infatti una battuta d’arresto dopo la significativa crescita del trimestre scorso, sia in valore sia per quantità. Il dato va considerato con cautela in quanto è in controtendenza anche rispetto alla media lombarda, dove prosegue invece la crescita, ma se dovesse trovare conferma nei prossimi mesi, potrebbe concretizzare il paventato rallentamento dei consumi. Questi finora hanno risentito solo parzialmente del peggioramento macroeconomico grazie all’andamento positivo dell’occupazione e ai livelli di fiducia delle famiglie ancora elevati, ma il permanere di questi due elementi non è scontato e il loro venir meno determinerebbe un indebolimento della domanda interna.

Il numero di addetti delle imprese del commercio al dettaglio evidenzia un saldo negativo tra l’inizio e la fine del trimestre del -0,3% che si annulla se si neutralizzano gli effetti stagionali.

Le aspettative degli imprenditori confermano il peggioramento che si era registrato nel trimestre scorso, dopo aver mantenuto per diversi trimestri un’intonazione più favorevole rispetto agli altri settori economici.

Il commento di Giovanni Paolo Malvestiti Presidente della Camera di commercio di Bergamo

Nonostante i risultati degli ultimi due trimestri, gli imprenditori non sono ottimisti: il rischio è che la stagnazione certificata a livello nazionale dall’andamento del PIL si rifletta in un rallentamento dell’occupazione e in un calo della fiducia dei consumatori, compromettendo la timida crescita dei consumi riscontrata finora. Il dato negativo della grande distribuzione alimentare a Bergamo rappresenta un ulteriore campanello d’allarme”.

SERVIZI

Prosegue la fase positiva per le imprese bergamasche dei servizi con almeno tre addetti: la variazione del fatturato su base annua è del +2,7%, un risultato che, pur in lieve rallentamento rispetto al trimestre precedente, conferma gli elevati ritmi di crescita degli ultimi due anni e mezzo. La variazione media dei primi nove mesi dell’anno è pari al +2,9%, in accelerazione rispetto al dato complessivo del 2018.

Si registra invece una battuta d’arresto per i prezzi, che diminuiscono dello 0,2% rispetto al secondo trimestre dopo due anni di rincari.

La prestazione delle imprese bergamasche in questo trimestre risulta allineata a quella regionale: la Lombardia cresce infatti del +2,9% su base annua.

Per entrambi i livelli territoriali la crescita risulta significativa da diversi anni, sebbene a Bergamo sia iniziata più tardi. Ciò spiega il divario tra l’indice del fatturato bergamasco (94,6), che in quattro anni ha recuperato oltre la metà delle perdite dovute alla crisi dei debiti sovrani, e quello regionale (103,7), che ha già completato la ripresa.

I risultati dei singoli comparti sembrano evidenziare il contributo positivo del commercio all’ingrosso e delle attività di alloggio e ristorazione, che beneficiano dell’aumento degli arrivi turistici. Crescono anche i servizi alle imprese, sebbene più lentamente che a livello regionale.

Diminuisce (-0,4%) il numero di addetti nel terzo trimestre, risultato di un ricambio caratterizzato da vivaci tassi di ingresso e uscita. Al netto degli effetti stagionali il saldo assume un segno leggermente positivo, confermando la tendenza crescente degli ultimi tre anni.

I servizi sono l’unico settore dell’economia provinciale a mostrare un miglioramento del clima di fiducia degli imprenditori: i saldi tra le aspettative di aumento e di diminuzione tornano a crescere dopo la fase negativa avviata nel 2018.

Gli imprenditori bergamaschi dei servizi scommettono sul proseguimento della crescita del settore anche nel prossimo trimestre, senza temere eccessivamente i rischi di un “contagio” proveniente dal settore manifatturiero in difficoltà.

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