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La campagna nazionale “Io accolgo” approda in Val Seriana

«È ora di scegliere da che parte stare»: è l’imperativo della campagna nazionale “Io accolgo”. All’iniziativa ha già aderito ampio fronte di organizzazioni della società civile, enti e sindacati in tutt’Italia, per dare – sostengono i promotori – «una risposta forte e unitaria alle politiche sempre più restrittive adottate dagli ultimi Governi e dal Parlamento nei confronti dei richiedenti asilo e dei migranti tra chiusura dei porti e Decreti Sicurezza».

La campagna “Io accolgo” è già approdata anche in Bergamasca. Vi hanno già aderito Cgil, Cisl e Uil, Caritas Diocesana, Acli, Arci, Coordinamento enti locali per la pace, Radicali e Confcooperative. In Valle Seriana si è ora creata una nuova rete di associazioni, enti locali e cittadini che presenterà i propri obiettivi in un incontro pubblico giovedì 20 febbraio alle ore 20,30 nella sala Raffaelli della Biblioteca a Nembro.

Le amministrazioni comunali di Ranica, Scanzorosciate, Villa di Serio, Nembro, la Fondazione La Comune, le cooperative sociali Il Cantiere e La Fenice, insieme a diverse persone ed associazioni del territorio, condividono un lungo impegno sul tema dell’accoglienza diffusa e di comunità. Vogliono, insieme, «sostenere e rilanciare i progetti di inserimento e di autonomia dei richiedenti asilo nel nostro territorio, messi in grave difficoltà dai Decreti Sicurezza, che hanno penalizzato in modo significativo le esperienze di integrazione».

Durante la serata di giovedì 20 febbraio, dopo il saluto dell’Amministrazione Comunale di Nembro, interverranno: Francesco Bezzi, referente della rete provinciale “Io Accolgo”, Daniele Ulderico della Fondazione “La Comune”, e Mariagrazia Vergani, sindaco di Ranica.

La rete provinciale si dice in sintonia con quella nazionale ” Io Accolgo” e con i suoi obiettivi (dal sito nazionale http://ioaccolgo.it/):

– dare voce e visibilità ai tanti cittadini che condividono i valori dell’accoglienza e della solidarietà e che vogliono esprimere il proprio dissenso rispetto alla “chiusura dei porti”, al decreto Sicurezza e in generale alle politiche anti-migranti, mettendo in rete le molte iniziative già attive e promuovendone di nuove;

– cercare di “ridurre il danno” rispetto all’impatto del decreto Sicurezza, promuovendo reti territoriali di prossimità e mobilitando il maggior numero possibile di enti pubblici e del privato sociale affinché realizzino interventi di accoglienza, servizi di supporto all’inclusione sociale e azioni di tutela dei diritti, rivolti ai richiedenti asilo e titolari di protezione che, in seguito all’entrata in vigore del decreto Sicurezza e ai nuovi bandi Cas, restano esclusi dal sistema di accoglienza istituzionale e/o non hanno accesso ai servizi per l’inclusione;

– promuovere il protagonismo dei migranti, affinché abbiano voce e visibilità in quanto soggetti attivi della battaglia per un’Italia solidale e accogliente;

– avviare un dialogo con quei cittadini che non sposano esplicitamente le politiche anti-migranti, ma non riescono nemmeno a contrapporre una visione diversa, e che spesso si sentono disorientati o preferiscono scivolare nell’indifferenza.

 

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