Home Notizie Appello della Comunità Montana: le posizioni dei due gruppi

Appello della Comunità Montana: le posizioni dei due gruppi

La Comunità Montana della Val Seriana ha inviato una comunicazione a rappresentanti politici e autorità sovra locali, documento sottoscritto dai sindaci dalla maggioranza insieme a quello di Valbondione.

Nel testo vengono formulate alcune richieste specifiche per la Val Seriana. Il documento ha come titolo “Richiesta interventi concreti emergenza sanitaria Covid-19”.

Riportiamo il comunicato della maggioranza e la successiva posizione formulata dal gruppo di minoranza.

RICHIESTA INTERVENTI CONCRETI EMERGENZA SANITARIA COVID – 19

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Giuseppe Conte

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA

Attilio Fontana

AL SOTTOSEGRETARIO DI STATO PER L’ECONOMIA E LE FINANZE Antonio Misiani

ALL’ASSESSORE AL WELFARE DI REGIONE LOMBARDIA

Giulio Gallera

ALL’ASSESSORE AL TURISMO, MARKETING TERRITORIALE E MODA DI REGIONE LOMBARDIA Lara Magoni

ALL’ASSESSORE ALLE INFRASTRUTTURE, TRASPORTI E MOBILITÀ SOSTENIBILE DI REGIONE LOMBARDIA Claudia Maria Terzi

AI PARLAMENTARI BERGAMASCHI

Daniele Belotti Stefano Benigni Roberto Calderoli Elena Carnevali Gregorio Fontana Alessandra Gallone Cristian Invernizzi Alessandro Sorte Alberto Ribolla Rebecca Frassini Simona Pergreffi Tony Iwobi Daisy Pirovano

AI CONSIGLIERI REGIONALI BERGAMASCHI

Roberto Anelli Niccolò Carretta Paolo Franco Jacopo Scandella Dario Violi Giovanni Malanchini Alex Galizzi Monica Mazzoleni Barbara Mazzali

Egregi Signori,

COMUNITA’ MONTANA VALLE SERIANA Z.O. 8

AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI BERGAMO

Gianfranco Gafforelli

ALL’AGENZIA DI TUTELA DELLA SALUTE DI BERGAMO

Massimo Giupponi

AL PREFETTO DI BERGAMO

La presente nasce dalla volontà dei Sindaci del Gruppo di Maggioranza della Comunità Montana Valle Seriana e del Sindaco di Valbondione che intendono così renderVi note, in maniera diretta, alcune situazioni che hanno un altissimo impatto sui territori e gli abitanti della Valle.

Pur abituati da giorni a usare la mascherina, il nostro è un autentico grido di dolore. Abbiamo lasciato sul campo parenti e amici, un’intera generazione di anziani come ha ben detto il Presidente della Repubblica. Abbiamo lasciato sul campo anche Amministratori del nostro territorio, come Giorgio Valoti, una vita spesa per la salvaguardia e lo sviluppo dei piccoli centri di montagna.

Vogliamo pertanto richiamare la Vostra attenzione, con forza, su quanto segue:

– La nostra Valle è piegata da un numero di vittime del Corona Virus, ufficiali e non, incalcolabile. Non siamo qui interessati a menzionare cifre, peraltro in costante e triste aggiornamento. La coesione del tessuto sociale dei nostri Territori ha subito, negli ultimi due mesi, una durissima prova. A fronte delle innumerevoli situazioni di malattia, solitudine, disagio, povertà che sono nate da questa emergenza gli Amministratori locali hanno fatto del proprio meglio, sono state le sentinelle e i custodi delle comunità, pur consapevoli dei loro limiti.

Per questo motivo la nostra richiesta è di un piano di intervento economico immediato dedicato alla specificità sociale e territoriale della nostra Valle. Quest’ultima vede una frammentazione della popolazione, spesso di età media avanzata, in comunità medie e piccole, condizioni di isolamento e carenza di servizi già presenti e aggravate dalla situazione, un tessuto imprenditoriale fatto sovente di piccole e medie imprese che, purtroppo, contemplano oggi la prospettiva di una chiusura permanente e non temporanea. Molte persone rischiano di rimanere senza lavoro. È necessario pensare, insieme e fin da ora, a una strategia di rilancio fatta sui misura per la nostra realtà in aggiunta alla strategia nazionale.

– In questo contesto la situazione sanitaria è stata definita in molti e diversi modi. Ancora una volta non siamo qui interessati alla scelta delle parole di maggiore impatto. A fronte di presidi ospedalieri costretti ad operare in situazioni impensabili fino a qualche tempo fa e spesso senza condizioni adeguate, chiediamo l’attivazione immediata di canali preferenziali affinché anche le realtà minori o periferiche possano avere accesso rapido a tutti gli indispensabili dispositivi di protezione individuale e il personale sanitario possa continuare la propria attività in sicurezza. Non vanno dimenticate in questo contesto le RSA, che sono in situazione critica, e i centri di accoglienza per persone disabili.

A tal proposito desideriamo qui rinnovare la stima e la gratitudine per gli operatori sanitari che, con coraggio e competenza, sono stati baluardo contro la malattia nei nostri territori.

– Considerata la situazione, riteniamo indispensabile l’effettuazione di tamponi per tutti questi operatori così come rimarchiamo la necessità di tamponi per tutte le persone che presentino almeno un sintomo. Questo, insieme ai dispositivi di protezione, per garantire oggi e in futuro condizioni sicure per la ripresa, che ci auguriamo inizi presto, ma che sia controllata e guidata da criteri di gradualità e buon senso.

– Vi invitiamo poi, ciascuno per la propria responsabilità e competenza, a considerare con estrema attenzione e a reagire con immediatezza al problema della carenza dei medici di base. In molti casi questi medici sono oggi assenti dai paesi, si sono ammalati sul campo, anche per la mancanza di dispositivi di protezione. Le persone si ritrovano senza punti di riferimento e assistenza in condizioni fisiche e psicologiche estremamente difficili. A questo proposito sono necessari interventi coordinati e solleciti affinché chi si trova in casa possa avere accesso a mascherine, ossigeno, saturimetri nonché a forme di assistenza telefonica o virtuale funzionanti.

– Infine chiediamo con forza, al termine di questa situazione di emergenza, che le autorità competenti operino, con serietà e senso di responsabilità, una analisi critica della gestione di questa crisi accertando eventuali responsabilità in maniera trasversale e scevra da considerazioni di natura politica e partitica. La Valle Seriana si è trasformata nel più grande focolaio di Covid- 19 d’Italia. Affinché una simile situazione non si ripeta mai più è necessario capire come e perché sia accaduto. Non possiamo far finta di nulla, se ci sono stati errori o negligenze è necessario che siano individuati e coloro che hanno sbagliato devono affrontare le conseguenze degli errori commessi. Chiediamo questo non con intento polemico o punitivo, ma come gesto doveroso nei confronti degli Abitanti della nostra Valle, che a noi Sindaci e Amministratori chiedono conto della gestione dell’emergenza, prima ancora che alla Provincia, alla Regione, allo Stato. Dobbiamo giustizia a queste persone, anche, e soprattutto, a chi è mancato.

A Voi rivolgiamo un appello di responsabilità e vicinanza alla nostra Valle. A voi chiediamo misure concrete, congrue e tempestive.

CLUSONE, 4 aprile 2020

IL PRESIDENTE

Giampiero Calegari

documento sottoscritto digitalmente

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A seguire il comunicato del gruppo di minoranza Comunità e Territorio.

I cittadini dalla valle, i cittadini dei nostri paesi, conoscono benissimo l’attività che stanno svolgendo tutti sindaci. Come e quanto si stanno prodigando per cercare di alleviare le sofferenze in questi momenti terribili. Essere dalla parte della gente non vuol dire firmare una lettera o meno, soprattutto se questa viene fatta mentre la battaglia è ancora in corso.

Tutti i problemi sollevati dai firmatari della lettera sono stati più volte richiamati non soltanto dai sindaci ma anche da parte degli Ambiti Territoriali, che hanno lavorato in maniera stupenda e ineccepibile in questo periodo. Ambiti che hanno mostrato di esserci, richiamando più volte le Istituzioni sui problemi che sono stati sollevati.

Pensate forse che ai sindaci che non hanno firmato non importi della situazione che stiamo vivendo? Vedete forse che questi sindaci se ne stanno tranquilli sulle loro poltrone e non fanno nulla? Li conoscete tutti. Questi sindaci sanno che la battaglia non è finita. L’importante è lavorare. L’importante è terminare il lavoro che abbiamo iniziato. L’importante è risolvere i problemi di cui ogni giorno ci dobbiamo ancora occupare. Preoccupandosi della consegna delle bombole di ossigeno, della distribuzione delle mascherine, della sostituzione dei medici e del sostegno alle persone bisognose. Siamo tutti impegnati nell’organizzare il servizio per la distribuzione degli alimenti, dei farmaci e nell’applicazione del nuovo decreto sull’aiuto alimentare. Oggi si deve lavorare. Lasciamo la polemica al dopo. Ci sarà tempo per sollevare tutte le questioni.

Vista la richiesta del Presidente della C.M., proprio perché volevamo restare uniti, nella formulazione di questa lettera abbiamo chiesto che se ne enfatizzasse la parte collaborativa e di richiamo alle Istituzioni. Non abbiamo bisogno di fare uno show e di richiamare mezzo mondo per far vedere che la Comunità Montana c’è. È assurdo fare polemiche e non ne vogliamo fare neppure ora, quando qualcuno si è permesso di dire che i comuni non firmatari non condividono le problematiche sollevate.
Sbaglia chi sostiene che noi che non abbiamo firmato perché non vogliamo l’unità. Abbiamo solo chiesto al Presidente di indirizzare la lettera alle Istituzioni. Per dare un segnale di collaborazione e non di polemica. Per rimarcare la volontà collaborativa. Non vogliamo assolutamente dare lo spunto alla politica per fare polemiche. Non ce n’è bisogno.
Non è ancora finita una guerra terribile, che già la politica ha iniziato la battaglia sull’opportunità dell’accentramento della gestione sanitaria, sottraendola alle Regioni. Siamo al ridicolo. Il nostro obiettivo e richiamare le istituzioni, Stato Regione Protezione civile, sui loro compiti. Non dare l’opportunità ad alcun rappresentante politico, sia nazionale che regionale, di utilizzare il grido di dolore dei sindaci e della popolazione a fini politici. Non c’è nulla di quello che è stato scritto nella lettera che non sia già ben conosciuto da ogni cittadino. E i cittadini conoscono benissimo ognuno dei sindaci che li rappresenta e sanno se i propri rappresentanti sono con la gente, se conoscono i problemi e se si adoperano o meno; senza bisogno che nessuno, dall’esterno, possa permettersi di dire nulla al riguardo.

La lettera non è firmata da tutti i sindaci ma è stata scorrettamente inviata a nome della Comunità Montana. Si vuole proprio la polemica? E allora diciamo che avremmo preferito vedere una Comunità Montana, che rappresenta tutta la Valle, impegnata sul campo, nel cercare di collaborare ed anche coordinare le attività. La Comunità Montana e il suo Direttivo si possono mettere la coscienza a posto semplicemente inviando due lettere in tutto questo drammatico periodo, tra l’altro sollecitate dai sindaci?
Siamo poi delusi da chi si permette di stigmatizzare il comportamento di chi non ha firmato la lettera, associandolo alla commemorazione di alcuni giorni orsono fatta da tutti i sindaci nei propri paesi. E’ mancanza di rispetto per chi sta lavorando ed operando per il bene delle proprie comunità.

Mauro Marinoni
Capogruppo del Gruppo Comunità e Territorio in Comunità Montana Valle Seriana

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