Home Notizie Coronavirus, Presidente Fontana: “In Lombardia non cambiano le regole”

Coronavirus, Presidente Fontana: “In Lombardia non cambiano le regole”

Fontana in conferenza stampa

“In Lombardia non cambia nulla rispetto a prima. Il contenuto dell’ordinanza regionale, che scadrà il 4 aprile, continua ad essere valida e fino ad allora i comportamenti che stiamo assumendo dovranno essere mantenuti. Ho parlato con il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, in merito alla circolare emanata nella serata di ieri e oggi, con una lettera ai sindaci, ho ribadito che nella nostra regione tutto resta immutato”.

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel corso del consueto punto stampa trasmesso in diretta Facebook sulla pagina di LombardiaNotizieOnline.

CONTAGI

“Sui numeri dei contagi siamo su una linea di continuità, siamo in piano e non esiste più un incremento. Stiamo proseguendo nello sviluppare quell’ipotesi di tanti statistici ed epidemiologi secondo cui è stato raggiunto il culmine, si procederà in piano e poi secondo loro dovrebbe iniziare la discesa.  Siamo contenti ma invitiamo i cittadini a tenere sempre molto alta la guardia, altrimenti il contagio può riprendere. E’ positivo il fatto che le misure stanno dimostrando di essere efficaci”.

LA VISITA A BERGAMO

Intanto, oggi pomeriggio, il presidente Fontana sarà a Bergamo per un sopralluogo all’ospedale che sarà allestito presso la Fiera.

LA LETTERA DALLA ‘CASA DI GABRI’

Il presidente ha quindi fatto sapere di aver ricevuto una lettera dalla ‘Casa di Gabrì, una Comunità Socio Sanitaria della provincia di Como che ospita minori affetti da patologie rare e ad alta complessità assistenziale. “E’ un messaggio di speranza per chi lotta contro il Coronavirus – ha spiegato e poi scritto sulla sua pagina Facebook – e questi bambini sono un’iniezione di fiducia per il futuro di chi in questo momento è in difficoltà. Il mio grazie a questi piccoli angeli”.

1 COMMENTO

  1. Bene la visita a Bergamo del presidente della regione Lombardia, se avesse fatto lo stessa cosa ai primi di marzo in zona centro dell’infezione e decretato la zona rossa….avrebbe limitato il numero dei decessi….e preso anche provvedimenti sulla gravità della situazione Alzano/Nembro.

    (parere personale, e se avesse ascoltato i consigli dell’istituto Superiore di Sanità )

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