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Il tempo del Covid19 visto da Bergamo: un libro per riflettere su cosa ci sta accadendo

Siamo ancora nell’emergenza, eppure c’è già chi si sforza di studiarlo, per quanto possibile capirlo, questo tempo tanto difficile e insolito del Covid19. Lorenzo Migliorati, professore associato di Sociologia dei processi culturali all’Università di Verona, ha da poco pubblicato “Un sociologo nella zona rossa”.

Il libro, che ha per sottotitolo “Rischio, paura, morte e creatività ai tempi di Covid19”, si può scaricare gratuitamente, in formato Open Access, dal sito di Edizioni Franco Angeli (qui il link). Rappresenta una prima riflessione organica, scientifica, su quello che ci sta accadendo. Da dentro l’emergenza, però. Anche fisicamente, come si evince dal titolo: Migliorati è originario di Castione della Presolana, in Val Seriana, e vive a Bergamo.

«Dal balcone di casa mia – scrive nell’introduzione – vedo i confini della, a dire il vero sciaguratamente mancata, zona rossa di Alzano Lombardo e di Nembro, epicentro italiano della diffusione del virus. La Val Seriana, la terra in cui ho le mie radici, la mia storia e la mia famiglia, ne è stata non soltanto colpita, ma atterrita. Il silenzio della via sui cui affaccia casa mia, nuovo piccolo mondo antico della quotidianità familiare di quelle settimane, della promiscuità delle vite che la abitano e unico panorama sul fuori, è stato spezzato per settimane soltanto dalle sirene delle ambulanze che la percorrevano ad ogni ora del giorno e della notte e dagli altoparlanti della Protezione Civile che “invitavano” a restare in casa».

Che cos’è e com’è nato il libro, Migliorati lo ha spiegato in modo efficace in un post su Facebook, di cui riportiamo uno stralcio: «Più che un saggio sociologico specialistico, è una specie di testimonianza, viziata dall’immeritato privilegio di esserne uscito, almeno fino ad oggi, indenne. Dunque, non sono io un testimone integrale, ma soltanto uno che ha avuto bisogno di mettere qualche confine al turbine che si è addensato sopra di noi. Avevo bisogno di fare indigestione di Covid-19 per buttare fuori quello che ci è accaduto. Perché non mi era mai successo, perché ha fatto male, perché sono stanco e vorrei tornare alla mia vita di prima. Ma, abbiamo attraversato un margine irreversibile. Mi sono seduto lì e ho guardato giù, come potevo. Il mio mestiere richiede di andare là dove le cose accadono per cercare di capire. Questa volta non l’ho potuto fare per davvero e così ho provato a salire sulle spalle di alcuni giganti della sociologia per provare a gettare lo sguardo un pochino più in là. Ne sono venute queste pagine urgenti e disordinate».

Lo abbiamo intervistato per il tg di Antenna2. Qui quello che ci ha detto:

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