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Ambulanti, mercati pronti per la ripresa. Al via anche i banchi non alimentari

Anva e Fiva insieme: lettera ai sindaci per garantire la presenza di tutte le categorie merceologiche e sensibilizzare su rischio transennamenti e ingressi contingentati

Il 18 maggio Regione Lombardia ha dato il via libera: anche gli ambulanti che vendono prodotti non alimentari possono tornare a lavorare. Non solo in mercati e fiere – dove le distanze tra i banchi potranno ridursi fino a un metro e non è più evocato il famigerato “Covid-Manager”, né un numero massimo di clienti e operatori per banco – ma anche da posteggi isolati e in forma itinerante.

Si tratta di un indubbio passo avanti, ma resta ancora tanto da fare”Giulio Zambelli, presidente Anva Bergamo, commenta così le nuove regole in vigore per i commercianti su area pubblica fino al 31 maggio. “Anva Confesercenti dovrà lavorare molto con i comuni – continua Zambelli – sia per favorire che mercati e fiere riaprano quanto prima anche per il non alimentare, sia per evitare che le singole amministrazioni decidano misure troppo restrittive, in base agli eccessivi margini di discrezionalità che sono comunque stati previsti, ad esempio imponendo la perimetrazione delle aree mercatali, nonché lo scaglionamento degli accessi”.

“L’obiettivo è che i mercati tornino quanto prima alla normalità, in modo che i clienti possano ritrovare subito la completezza dell’offerta che da sempre contraddistingue le nostre piazze – sottolinea Mauro Dolci, presidente provinciale Fiva- Ascom Confcommercio Bergamo- . Dopo mesi di stop, nella nostra provincia come nel resto della Lombardia, di tanti banchi anche alimentari, ci aspettiamo di ritrovare ricomposta la varietà merceologica e la vivacità commerciale usuale. Quanto alle restrizioni, nei mercati più piccoli e nei piccoli paesi sia la perimetrazione che il contingentamento sono di difficile attuazione e la frequentazione in molti mercati è anche limitata. Ci aspettiamo che le norme vengano applicate in base alle diverse esigenze e situazioni di ogni comune“.

Confidiamo che la contrarietà a transennamenti, contingentamenti e Covid-Manager da sempre manifestata da Anva Confesercenti e ora condivisa anche da Fiva-Confcommercio ci consenta in tempi brevi di modificare le norme lombarde o quantomeno di evitarne l’applicazione più restrittiva nei diversi comuni” conclude Zambelli, richiamando “l’esigenza che anche la Regione emani misure per il sostegno a fondo perduto degli ambulanti lombardi, che certo non hanno patito meno l’emergenza coronavirus dei colleghi piemontesi e campani”.

Per sensibilizzare i Comuni sul tema, Anva e Fiva hanno scritto ai sindaci bergamaschi rimarcando la necessità di permettere alle aziende di riprendere l’attività, in modo da non metterne a rischio la sopravvivenza. Per questo, le due associazioni, che in questi mesi si sono spese moltissimo per individuare strategie efficaci e condivise per l’emergenza, chiedono di consentire lo svolgimento di mercati e fiere “nella loro totalità, ovvero con la presenza di tutte le categorie merceologiche”. Anva e Fiva segnalano la disponibilità a collaborare per risolvere problemi pratici e altre criticità: “Valuteremo insieme le possibili soluzioni da mettere in atto”. L’obiettivo è riaprire tutti i mercati, garantendo la sicurezza della clientela e degli stessi operatori.

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