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Piano cave bergamasco, novità per le pietre ornamentali

Consiglio regionale Lombardia
La sede del Consiglio regionale a Milano

Via libera all’unanimità in Consiglio regionale alla proposta di revisione del Piano cave della Provincia di Bergamo (IV Settore merceologico pietre ornamentali). Tre i gli obiettivi principali dell’intervento: l’opportunità di introdurre sul mercato nuovi prodotti, anche mediante la valorizzazione e il recupero di cave di cessato interesse; la necessità di correggere alcuni errori e incongruenze del Piano redatto nel 2015; l’allargamento delle previsioni degli ambiti estrattivi fino a comprendere alcune aree tecniche funzionali alla migliore gestione delle attività da parte degli operatori.

«In Commissione – ha ricordato il relatore Gabriele Barucco (Forza Italia) – abbiamo ascoltato tutti gli Enti locali della provincia e i Comuni interessati. Abbiamo registrato una generale condivisione, soprattutto in ordine alle correzioni apportate al piano del 2015. A quel tempo, infatti, era difficile capire quali potessero essere le esigenze del mercato delle pietre ornamentali che ha forti richieste soprattutto dall’estero».

Positivo il giudizio dell’Assessore regionale all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo: «Abbiamo trovato un buon equilibrio fra la necessità, soprattutto dopo l’emergenza Covid-19, di rilanciare questo tipo di attività imprenditoriali (dopo la Toscana siamo la regione con la maggiore produzione di pietre ornamentali) con le preoccupazioni di tipo ambientale, perché solo una piccola parte dell’aumento territoriale verrà utilizzato, mentre la gran parte delle attività saranno svolte in sotterranea. Inoltre abbiamo avuto la preoccupazione di inserire una serie di prescrizioni per le coltivazioni e per il recupero ambientale».

Siamo alla fase conclusiva di questo Atto amministrativo, ha messo in evidenza il Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza Dario Violi (Movimento Cinque Stelle), «e siamo soddisfatti, perché fin dal 2015 avevamo chiesto di dividere i piani cave di pianura da quelli di montagna per le pietre ornamentali, perché si tratta di due mercati completamente diversi. Questo documento ha passato un iter molto stringente, fatto di numerosi passaggi, quindi il nostro voto non può che essere favorevole. Ci auguriamo comunque, come abbiamo sempre sostenuto che questo tipo di atti tecnici non passino più dalle aule politiche. In passato, abbiamo visto piani cave venire modificati in Commissione e in Consiglio, evidentemente per favorire questo o quell’attore, con ampliamenti non previsti o che non avevano passato commissioni tecniche. Episodi, che poi hanno comportato danni erariali e richieste di risarcimento».

Il piano, ha riconosciuto anche il consigliere Jacopo Scandella (Partito democratico), «nasce in un clima di condivisione con il territorio. La montagna, in questo caso quella della provincia di Bergamo, è ricca di materiali che hanno un loro interesse sul mercato internazionale, soprattutto in Paesi come Russia, India, Stati Uniti. E’ un bene che, soprattutto in un momento di difficoltà, possano rappresentare un’opportunità, sia pur di nicchia, di lavoro e sviluppo per questi territori. Sarebbe interessante ragionare anche sulla difficoltà, nonostante gli incentivi offerti da alcuni Comuni, di mantenere in loco la lavorazione di questi materiali, che nella gran parte dei casi viene fatta altrove e quindi non contribuisce a produrre ulteriori occasioni di occupazione».

Esprime soddisfazione il capogruppo regionale della Lega, Roberto Anelli. «Il settore delle Pietre ornamentali ha notevoli prospettive di sviluppo, promuovendo, nel caso di Bergamo, il granito, i Marmi Arabescati, la pietra da decoro, il Marmo Nero, il Ceppo la Beola e altre tipologie. Il mercato delle pietre ornamentali ha sempre visto il “Made in Italy” come sinonimo di eccellenza nel mondo e, quando si parla di lavorati di pregio e mercato del lusso, la pietra italiana ha ben pochi concorrenti. Con questa importante eredità il Piano, promosso a livello locale, dà la possibilità di implementare questo settore, creare posti di lavoro e occupare nuovi spazi di mercato nazionali e internazionali. L’obiettivo è quello di poter rispondere in maniera adeguata a una domanda di prodotti di qualità che, ad oggi, non sembra aver perso il suo slancio. Per favorire questo comparto – spiega Anelli – il Piano Cave consente un aumento di 102.600 metri cubi della produzione prevista (da 945.400 a 1.048.000 mc) pari all’11% della produzione del settore pietre ornamentali ovvero dello 0,16% della complessiva produzione prevista dal piano vigente (61.788.000 mc)».

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