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Prodotti lattiero caseari, corso gratuito per giovani disoccupati

Trasmettere la “cultura del formaggio”, ovvero la consapevolezza che non si sta producendo o vendendo solo un alimento, ma la storia di un territorio: questo l’obiettivo del nuovo corso Ifts (Istruzione e formazione tecnica superiore) totalmente gratuito, per “Tecnico per la valorizzazione dei prodotti nella filiera lattiero casearia”, promosso dall’Abf (Azienda bergamasca formazione). Questa figura professionale, altamente specializzata, è in grado di valorizzare il formaggio sotto diversi aspetti all’interno di aziende, attività commerciali ed enti di promozione: conosce i processi produttivi, ottimizza l’incontro tra domanda e offerta, organizza attività di branding e iniziative turistiche locali.

La proposta, che ha riscosso notevole interesse, si inserisce nella lunga tradizione gastronomica di Bergamo, di recente nominata “Città del formaggio 2021” da Onaf (Organizzazione nazionale degli assaggiatori di formaggio) e già protagonista di altre iniziative come Progetto Forme, World Cheese Awards e “Città creativa Unesco per la gastronomia”.

Le lezioni sono iniziate ieri (lunedì 22 febbraio) nella sede di Abf, in Via Monte Gleno, in città: 25 gli iscritti, ma restano ancora 5 posti disponibili. Il corso, finanziato dall’Unione Europea e da Regione Lombardia con i fondi POR FSE 2014/2020, si rivolge a giovani disoccupati fino ai 29 anni, che abbiano la residenza o il domicilio in Lombardia, in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore o di diploma professionale.

«Il corso,  destinato a chi vuole inserirsi nel mercato del lavoro in qualità di tecnico specializzato, è pensato in un’ottica di ampliamento dell’offerta formativa nell’ambito della filiera agroalimentare e turistica – spiega il direttore generale dell’Abf Daniele Rota -. Ha una durata di due semestri, per un totale di 1.000 ore, di cui 550 in aziende del settore. Ben il 70% delle altre 450 ore, dedicate alla formazione in aula e in laboratorio, è affidato ad esperti provenienti dal mondo del lavoro, che offriranno uno spaccato dell’ambito produttivo, o da quello accademico: le lezioni saranno tenute da docenti dell’Università Statale di Milano, in particolare del dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente, e dell’Università Vita-Salute San Raffaele, in collaborazione con il master di I livello in Filosofia del cibo e del vino».

«Gli iscritti provengono da tutta la provincia di Bergamo, ma anche da Milano, Cremona e Brescia. Alle spalle hanno percorsi formativi variegati, in settori come chimica delle trasformazioni alimentari, agraria, alberghiero, biotecnologie veterinarie, scienze ambientali – aggiunge Valeria Annoni, responsabile del progetto -. Grazie alla possibilità di percorsi personalizzati, l’inserimento nella filiera lattiero casearia sarà diversificato: durante gli stage nelle numerose aziende partner si potranno approfondire gli aspetti più confacenti al proprio background».

Il piano di studi prevede insegnamenti come benessere animale, chimica e microbiologia, marketing e comunicazione, enogastronomia e packaging ecologico. Superate le prove finali di verifica, a ciascun partecipante sarà rilasciato un Certificato di specializzazione tecnica superiore, riconosciuto in ambito nazionale e comunitario, corrispondente al livello EQF V.

«Questa proposta è la prova della centralità di Abf nel panorama formativo provinciale, della sua capacità di fare rete e di coordinare energie e progettualità – conclude il presidente Damiano Amaglio -. Il territorio bergamasco si sta muovendo in modo sinergico, mostrando piena consapevolezza delle proprie potenzialità e delle peculiarità da valorizzare per creare opportunità concrete: dentro questo percorso si inserisce la scelta di investire in formazione nel settore lattiero caseario. Stiamo vivendo un passaggio epocale: la capacità di lettura della realtà e di visione progettuale sono caratteristiche che Abf mette volentieri al servizio della comunità bergamasca».