Home Bergamo Con La Valigia Rientrare a casa per un’emergenza ai tempi della pandemia

Rientrare a casa per un’emergenza ai tempi della pandemia

Il quadro pandemico com’è noto ha reso più complicata la mobilità internazionale, al momento non interrotta, ma spesso rallentata da voli rarefatti, quarantene e tamponi. Con la nostra rubrica “Bergamo con la valigia” in questi mesi abbiamo raccolto e condiviso diverse testimonianze in questo senso.

I problemi più grandi che si trovano a vivere i nostri expat si palesano soprattutto in occasione delle emergenze: quando per vari motivi è necessario rientrare il prima possibile nel proprio Paese.

Le varianti del Covid-19 stanno rendendo il quadro ancora più complesso, come sta succedendo con quella inglese per chi arriva dal Regno Unito. Anche con un doppio tampone negativo (nel Paese di partenza e in Italia) è impossibile evitare l’isolamento fiduciario di 14 giorni. «Ho speso un sacco di Sterline per il tampone in Inghilterra – racconta un giovane da poco rientrato in Italia, – lo stesso per un volo low cost prenotato all’ultimo e ho fatto il tampone anche in Italia, ma gli sforzi non sono bastati: non posso ancora riabbracciare i miei parenti nonostante gli esiti negativi».

Ma il sacrificio più grande non è economico. «Ci sono nostri connazionali – afferma Radames Bonaccorsi Ravelli, presidente del Circolo dei Bergamaschi nel Mondo di Londra – che cercano di rientrare per vedere parenti con problemi di salute e nonostante tutti gli sforzi (e i tamponi) devono comunque rispettare la quarantena. A volte si tratta di attese non semplici, soprattutto quando c’è di mezzo la salute di qualche parente. Comprendiamo l’importanza del rispetto delle regole, ma restiamo invece perplessi sulle tempistiche delle vaccinazioni in Italia. Il Regno Unito ha subito molte critiche nei mesi scorsi, ora credo che dall’esperienza inglese ci sia invece molto da imparare».

E arrivando dall’estero le differenze si notano anche nelle misure di contenimento, sino dagli aeroporti. «Quello che mi fa rabbia – conclude il giovane bergamasco da poco rientrato in Italia – è vedere che comunque all’estero le misure di prevenzione (in particolare il distanziamento dei viaggiatori) sono prese più seriamente. Se vogliamo farcela, e tornare alla normalità, dobbiamo rispettare tutti le regole».