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Ospedale di Piario, Visini chiama a raccolta i sindaci

L'ospedale di Piario

Il sindaco di Piario Pietro Visini chiama a raccolta i suoi colleghi dell’Alta Val Seriana e Val di Scalve per riportare l’attenzione sull’ospedale “Locatelli”. L’obiettivo è sollecitare il completamento delle azioni previste dalla Regione per il potenziamento del presidio.

«Avevo già inviato una lettera nel giugno del 2020 – spiega Visini -. Quest’iniziativa aveva sortito un buonissimo effetto: su 24 sindaci mi avevano risposto in 16. Il riacutizzarsi della pandemia ha poi fermato il percorso che avevamo iniziato. Ho quindi deciso di riprendere il discorso interrotto con una seconda lettera, così da far presente a tutti la situazione dell’ospedale di Piario».

In particolare, nella lettera, Visini fa riferimento al programma d’interventi che la Regione aveva messo in campo nel 2018, dopo la chiusura del punto nascita. «La delibera regionale stabiliva una serie di punti – spiega ancora Visini -. Anche a causa della pandemia, non tutti questi punti sono stati sviluppati. Non ne facciamo una colpa a nessuno, ma ora è il momento di riprendere in mano il tutto e riportare l’attenzione sull’ospedale. Per questo ho scritto la lettera».

L’iniziativa del primo cittadino ha già avuto riscontri. «Tanti sindaci hanno risposto, altri mi hanno garantito che lo faranno presto. A breve avremo un incontro per stabilire i passi da compiere così da sollecitare l’Asst Bergamo Est al completamento del programma deliberato dalla Regione».

Il sindaco di Piario Pietro Visini

Tra i sindaci che hanno risposto c’è il primo cittadino di Castione della Presolana, Angelo Migliorati. «La pandemia – ha scritto in una lettera inviata al sindaco di Piario – ha evidenziato in modo significativo la necessità di un presidio ospedaliero di frontiera, quale è l’ospedale di Piario. Siamo in un particolare momento storico, in cui va rappresentata da parte nostra, a tutti i livelli, la necessità di posizionare le funzioni dell’ospedale in modo serio. Sono infatti in corso la revisione della legge regionale sulla sanità, ma soprattutto è in corso la declinazione sul territorio del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr)».

«Un confronto con la direzione dell’Ats e dell’Asst di competenza – prosegue Migliorati -, un’audizione in commissione regionale sanità, un incontro con l’Ordine dei medici, possono servire (previa intesa tra noi sindaci) ad affrontare in modo serio ed equilibrato il futuro del nostro ospedale».