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Nella cisterna della baita trovano gasolio e liquami

Brutta sorpresa per i proprietari di una baita a Falecchio, nel comune di Songavazzo. Nella cisterna di raccolta delle acque piovane hanno trovato liquami e gasolio. Quanto accaduto li ha spinti a sporgere denuncia.

La zona di Falecchio non è servita dall’acquedotto. Per attingere l’acqua necessaria agli usi domestici è quindi necessario avere delle cisterne. 

Stando a quanto raccontano i proprietari della baita, il 19 maggio uno di loro si è recato a Falecchio e non appena ha varcato la porta ha avvertito un forte odore di gasolio. Il timore che fosse accaduto qualcosa si è concretizzato quando ha aperto il rubinetto: l’acqua aveva un colore tra il giallo e il marrone e puzzava di letame. Aperto lo sportello d’ispezione della cisterna, che resta all’interno della baita, la superficie dell’acqua si è presentata ricoperta da una patina oleosa.

Il sospetto dei proprietari è che qualcuno abbia versato i liquidi sul tetto per farli entrare nella cisterna tramite il sistema di raccolta delle acque piovane. I proprietari hanno presentato denuncia contro ignoti ai carabinieri di Clusone, oltre che una segnalazione all’Agenzia di tutela della salute (Ats) di Bergamo. 

I proprietari si sono anche rivolti a una società specializzata perché venissero effettuate analisi sull’acqua. Questo l’esito: «Le analisi effettuate hanno evidenziato un valore anomalo sia per quanto riguarda il parametro di ossidabilità al permanganato che per quanto riguarda la concentrazione di ammoniaca, entrambi possono ricondurre ad un inquinamento di tipo organico, presumibilmente derivante da liquami o reflui animali (ciò è supportato anche dallo sgradevole odore del campione). Altro valore anomalo è la presenza di 83 µg/litro di idrocarburi totali. Tale parametro, insieme al forte odore di idrocarburi e alla presenza di uno strato di sostanze immiscibili sulla superficie della cisterna, conferma la presenza di un inquinamento da idrocarburi».

Dal 19 maggio la baita non è stata più utilizzata normalmente. I proprietari hanno già contattato una ditta specializzata che dovrà smaltire l’acqua contaminata. 

Da parte della famiglia c’è sconcerto e preoccupazione per quanto accaduto. 

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