“Celebriamo la pace, e mai la guerra: i conflitti non risolvono i problemi, ma creano ferite profonde”. È stata particolarmente sentita a Gandino la giornata dedicata all’Unità Nazionale, alle Forze Armate e all’Anniversario della Vittoria.
Domenica 6 novembre la mattinata si è aperta con le cerimonie presso i monumenti ai caduti delle frazioni di Cirano e Barzizza, seguite al corteo al Cimitero di Gandino, dove le autorità civili, militari e religiose hanno reso omaggio ai Caduti (ricordati nella cappella principale) e a mons.Francesco Caccia, gandinese già cappellano militare pluridecorato. In Basilica il prevosto don Ferruccio Garghentini ha presieduto la concelebrazione con don Franco Bertocchi.
Il momento culminante della mattinata si è tenuto in piazza Vittorio Veneto, raggiunta con un corteo aperto dal Civico Corpo Musicale di Gandino, diretto da Renato Servalli, e da labari e gagliardetti delle associazioni d’Arma, dei gruppi Avis e della Protezione Civile. Al fianco del sindaco Filippo Servalli c’erano il maresciallo capo Francesco Ciaco, comandante della locale stazione Carabinieri, il capogruppo degli Alpini Gianni Rudelli, il prevosto e numerosi componenti della Giunta e del Consiglio Comunale. Presenti anche i rappresentanti delle Consulte di Barzizza, Cirano e degli Stranieri.
Prima dei discorsi ufficiali i bambini della Scuola Materna diretti da Mariaelena Carrara hanno intonato a gran voce l’Inno di Mameli, fra la commozione diffusa di centinaia di gandinesi che gremivano la piazza. Sventolando una selva di tricolori i piccoli hanno cantato la versione integrale dell’inno, mostrandosi partecipi a questo momento celebrativo. Il sindaco Filippo Servalli ha sottolineato come “più che la Grande Guerra, si debba ricordare la pace del 1918, che pose fine a un’immane tragedia. Voglio far mie le parole esposte dai ragazzi della Primaria sulle facciate della scuola: “Camminiamo insieme su sentieri di pace”. Un concetto che abbiamo ribadito esponendo su Municipio e Salone della Valle la Bandiera della Pace”. Servalli ha anche ricordato l’umana fratellanza espressa ne “Il sergente nella neve” dallo scrittore Mario Rigoni Stern, cui nelle ultime settimane è stato dedicato un sentiero letterario in quota, in collaborazione con Promoserio, Comunità Montana e CAI Valgandino. Prima della benedizione conclusiva di don Ferruccio Garghentini, il capogruppo degli Alpini Gianni Rudelli ha dato lettura di un messaggio del Presidente Nazionale, Sebastiano Favero, che ha invocato fra l’altro il ritorno del 4 novembre a Festa Nazionale.

















