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Clusone, ripresa la tradizione della benedizione degli animali

Domani, 17 gennaio, la chiesa ricorda Sant’Antonio Abate, protettore degli animali domestici. La devozione verso questo santo era molto sentita quando la nostra era una società prevalentemente contadina, basata sull’agricoltura e l’allevamento, e gli animali erano anche un mezzo di lavoro e sussistenza. Ora lo scenario è completamente cambiato, ma resta l’attaccamento verso questo monaco egiziano e la tradizione di far benedire gli animali.

Lo si è visto anche a Clusone, dove sabato 14 gennaio è tornato l’appuntamento alla cappelletta di via Brescia, a margine della strada per Lovere, dedicata proprio a Sant’Antonio (oltre che alla Madonna Addolorata e a San Rocco). Una tradizione che si era fermata dopo il 2020, a causa della pandemia. A promuovere l’iniziativa gli alpini di Clusone che negli anni passati si erano occupati della ristrutturazione della cappelletta.

Diverse le persone che hanno portato i loro animali domestici per la benedizione, impartita dall’arciprete di Clusone, monsignor Giuliano Borlini. Era presente anche il sindaco di Clusone, Massimo Morstabilini. Non sono, naturalmente, mancati gli alpini, guidati dal capogruppo Mauro Bonadei. Prezioso anche il momento dedicato alla storia della cappelletta, raccontata da Matteo Benzoni.

 

 

 

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