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Nembro: una “baracca” per ricordare gli emigranti

Il museo dell’Emigrazione e della Miniera di Nembro si arricchirà presto di una struttura per ricordare come vivevano gli italiani che dopo la Seconda guerra mondiale andarono a cercare fortuna all’estero, lavorando soprattutto nelle miniere. Lino Rota, che con la moglie Mariuccia Abondio ha dato vita al museo, l’8 agosto 1956 lavorava come minatore in Belgio quando venne chiamato come soccorritore alla miniera Bois du Cazier a Marcinelle nel disastro in cui persero la vita 262 persone, 136delle quali immigrati italiani.

L’Amministrazione Comunale di Nembro ha ricevuto un contributo straordinario a fondo perduto di 17.500€ dal Consorzio del BIM (Bacino Imbrifero Montano). Il progetto finanziato prevede l’ampliamento del Museo della Miniera e dell’Emigrazione, con la costruzione di uno spazio espositivo dal tema “La baracca dei minatori”. La cifra totale per poter realizzare il sogno dei coniugi Rota è ancora da raggiungere. Ecco il racconto di Lino e Mariuccia ad Antenna 2.

“E’ il mio grande sogno, al quale sto lavorando da anni -spiega Lino Rota -. Vogliamo far capire ai giovani quali erano le nostre condizioni, come si viveva in quei tempi quando si è partiti per andare a lavorare all’estero dopo la seconda guerra mondiale”. “Questa baracca è stata sognata per decenni da mio marito, ricorderà le abitazioni non solo dei minatori ma anche degli emigranti -spiega la signora Mariuccia-. Ci sarà una parte dedicata ad uno spazio espositivo con tutto il materiale che abbiamo a diposizione: le idee sono tante, speriamo di riuscire a partire quanto prima. Abbiamo bisogno ancora di una bella spinta, ci auguriamo il sostegno del Comune e di qualche privato che possa essere interessato: un aiuto è sempre ben accetto”.

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