Sarà non c’è più. Niente potrà restituirla alla famiglia e agli amici. Il suo nome resterà però legato alla scuola dove stava costruendo il suo futuro. Nell’aula magna dell’istituto “Ivan Piana” di Lovere è stata collocata una targa che ricorda la studentessa uccisa alla fine di ottobre a Costa Volpino. “Contro ogni forma di violenza – A Sara Centelleghe – Una di noi”, si legge. Lo scoprimento durante una cerimonia a cui hanno partecipato la famiglia, compagni e compagne di classe, insegnanti, autorità del territorio.
«L’aula magna è un luogo di formazione, sia per i docenti, sia per gli esterni, sia per i nostri studenti. Vorremmo che la violenza venga fermata con un no da parte di tutti coloro che, in uscita da questa sala, carichi di valori costituzionali, del valore delle parole gentili, del valore dell’abbraccio, del valore dell’affetto, possano rispondere con un gesto d’amore», ha detto la dirigente scolastica Celestina Zandonai.
Sulla targa un paio di scarpe rosse e un girasole. «Abbiamo volutamente inserito sulla targa il fiore del girasole. Il girasole rappresenta la luce, rappresenta il sole, e l’educazione di una comunità educante deve essere veramente quella luce che, come il girasole segue il sole, i nostri studenti e tutte le persone all’interno di questa sala devono seguire per essere cittadini migliori», ha sottolineato la dirigente.
Sulla targa anche la data di nascita di Sara. Avrebbe compiuto 19 anni pochi giorni fa, il 9 novembre. Per il suo compleanno la scuola si è fermata. «È stato un momento molto vissuto da tutti, un momento di grande silenzio, perché vedere tanti studenti in silenzio ha toccato veramente l’animo di tutti – ha detto ancora Celestina Zandonai -. Un silenzio che ha significato rispetto del dolore. Un silenzio che ha voluto significare partecipazione, vivere insieme un lutto, una tragedia, nella speranza che tutto possa cambiare, che anche questo passaggio non venga dimenticato ma venga ricordato come monito per andare avanti e, soprattutto, per andare avanti seguendo il sentiero giusto». I messaggi scritti quel giorno da ragazzi e ragazze sono stati rinchiusi in una scatola, consegnata al papà di Sara.
Durante la cerimonia, le riflessioni di studenti e studentesse, di un’insegnante, della sindaca di Lovere Claudia Taccolini e del sindaco di Costa Volpino Federico Baiguini. Per la famiglia, ancora troppo forte la sofferenza per Sara che non c’è più, come emerso dalle parole della nonna paterna, Gioconda Gaioni, all’uscita della sala: «È un dolore troppo grande, non ci resta che piangere».


















